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Al Congresso AIT si è fatto il punto sulle novità riguardanti le disfunzioni e le malattie della tiroide

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Al Congresso AIT si è fatto il punto sulle novità riguardanti le disfunzioni e le malattie della tiroide

Dal 15 al 17 dicembre 2016 si è svolto a Cagliari il 10° Congresso dell’Associazione Italiana della Tiroide (AIT). La Fondazione Cesare Serono ha presentato un poster e ha proposto aggiornamenti in diretta dall’evento. Discusse le principali novità del campo.

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Il Congresso dell’AIT è un appuntamento annuale che permette agli specialisti di fare il punto sulle ultime novità emerse dalla letteratura scientifica e di presentare le loro esperienze cliniche e di ricerca. Le varie sessioni hanno coperto tutti gli aspetti dello sviluppo, della diagnosi e della cura delle malattie della tiroide. Molto lo spazio dedicato ai tumori che si formano in questo organo e che, pur avendo in generale una aggressività minore di altre neoplasie, sono abbastanza diffusi e quindi meritano la massima attenzione. Di recente l'Associazione Americana della tiroide, ha pubblicato delle Linee Guida sulla gestione dei noduli e del carcinoma differenziato della tiroide e in una sessione del Congresso dell’AIT si sono riportante e discusse le principali indicazioni contenute in tale documento. Si è ribadito che l’ecografia è un esame chiave nella definizione delle caratteristiche del tumore e della sua diffusione ai linfonodi, ma si è sottolineato che i suoi risultati sono più attendibili se è eseguita da operatori abitualmente dedicati alla valutazione della tiroide. E questa non è l’unica indicazione, emersa dal Congresso, che ha enfatizzato l’importanza dell’esperienza e della competenza specifiche, dei Centri e dei medici, chiamati a gestire le malattie della tiroide. Infatti, nella stessa sessione, riguardo all’utilizzo della terapia con radioiodio nella cura dei tumori dell’organo, il relatore, Massimo Salvatori, ha spiegato che, nella scelta della dose di radioiodio da somministrare, va tenuto in considerazione il livello di specializzazione del chirurgo che opererà la neoplasia, segnalando che molti interventi per carcinoma della tiroide vengono eseguiti dove di questi interventi se ne fanno pochi. Inoltre, anche da quanto detto in seguito sui controlli a distanza di tempo dopo rimozione chirurgica del tumore, è risultato chiaro che le Linee Guida sono documenti utili per indirizzare in generale gli specialisti, ma poi la gestione di ciascun caso deve essere personalizzata. Sempre a proposito di Linee Guida e pratica clinica, puntuale l’intervento di  Francesco Trimarchi, Direttore del Dipartimento di Medicine Specialistiche dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina, che ha segnalato che spesso le Linee Guida “tarano” le procedure sul livello di assistenza dei Centri di eccellenza: ottimi laboratori, ecografisti molto esperti, radiologi specializzati, ecc. Aggiungendo che, però, la maggior parte dei malati è gestita da operatori che non possono contare su questi livelli di organizzazione e, quindi, in alcuni casi, per stare tranquilli, può essere meglio fare qualche verifica in più, rispetto a quelle raccomandate dalle Linee Guida.

Sulla possibile distanza fra teoria delle procedure e pratica clinica si è tornati a discutere nella sessione sugli esami di laboratorio relativi alla tiroide. Negli ultimi anni, allo scopo di evitare sprechi, alcune Regioni italiane hanno imposto, d’ufficio, l’esecuzione del solo dosaggio del TSH, come passaggio di entrata nei percorsi di diagnosi delle disfunzioni e delle malattie della tiroide. In quelle Regioni, oggi, anche se un medico chiede, ad esempio, la misurazione delle concentrazioni di FT4 e FT3 nel plasma, il laboratorio dosa solo il TSH ed esegue gli altri esami solo se il TSH non è normale. Purtroppo però, come emerso in questa sessione del Congresso dell’AIT, la precisione del dosaggio del TSH non è la stessa in tutti i laboratori e anche gli intervalli di normalità ai quali si fa riferimento non sono affidabili per tutte le categorie di soggetti esaminati. Quindi, la chiave di entrata nei percorsi diagnostici delle patologie tiroidee, è costituita da un unico dosaggio che fornisce risultati non sempre attendibili. Potendo incrociare questo dato con altri (FT4 e FT3) si ridurrebbe il rischio di errore, almeno in alcuni casi, ma se la priorità è risparmiare…

Altre sessioni del Congresso hanno riguardato la gestione degli adenomi dell'ipofisi, la valutazione della funzione della tiroide in gravidanza e si è parlato anche della situazione della carenza di iodio in regioni come Liguria, Toscana e Sicilia. Vivace la discussione su questo argomento, soprattutto riguardo al dubbio che medici ed endocrinologi non facciano abbastanza per informare sull'importanza del corretto apporto di iodio. D’altra parte, questo è emerso anche dall’analisi delle risposte, fornite dagli utenti del sito della Fondazione Cesare Serono, ai questionari proposti negli ultimi anni.

Luigi Bartalena ha parlato di orbitopatia Basedowiana acuta, cioè delle forme acute di esoftalmo. Sono stati descritti vari quadri rari e gravi con le possibili cure. Una lettura molto esauriente ha riguardato l'ottimizzazione della cura con levotiroxina, il farmaco di riferimento nelle forme di riduzione patologica della funzione della tiroide. La relatrice, Bernadette Biondi, ha riportato molte delle indicazioni contenute nelle Linee Guida della Società Italiana di Endocrinologia, in gran parte mutuate da quelle dell’Associazione Americana della Tiroide. A quest’ultimo documento sono stati dedicati alcuni aggiornamenti, pubblicati dal sito della Fondazione Cesare Serono, che hanno ripreso proprio le raccomandazioni riguardanti la terapia con levotiroxina. A proposito di gestione discutibile dell’ipotiroidismo, la relatrice ha ripreso la recente notizia sulla ex candidata alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton che, per curare la forma di ipotiroidismo dalla quale è affetta, usa un preparato, a base di tiroide secca, che non garantisce una certezza di dosaggio adeguata e che, tra l’altro, in Italia è proibito, ma reperibile in rete tramite alcuni siti.

Un salto nelle tecniche più avanzate è stata la sessione sulla chirurgia della tiroide eseguita con robot: vantaggiosa, promettente, ma molto costosa e quindi, per il momento, non alla portata della maggior parte dei centri.

Nella penultima sessione del Congresso si è parlato di "Tiroide e Dintorni", cioè di relazioni fra malattie della tiroide e patologie a carico di altri organi, come il diabete di tipo 1, la gastrite cronica atrofica, la malattia celiaca e alcune alterazioni della coagulazione. Passati in rivista anche gli effetti della Vitamina D sulla funzione della tiroide e sulla prevenzione di alcune delle malattie che la riguardano.

In conclusione, le malattie della tiroide sono sempre più diffuse in Italia, ma il Congresso dell’Associazione Italiana della Tiroide ha dimostrato che gli specialisti che se ne occupano hanno preparazione ed esperienza tali da gestirle ai massimi livelli. Tagli permettendo.

Tommaso Sacco