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Carcinoma della tiroide

Il carcinoma della tiroide è più frequente nelle donne che negli uomini, è raro nei bambini e si presenta più spesso con l’aumentare dell’età. Fra i fattori che favoriscono lo sviluppo di adenomi e di carcinomi ci sono: la carenza di iodio, la somministrazione a lungo termine di farmaci che promuovono la formazione del gozzo e l’esposizione della tiroide a radiazioni o alla somministrazione di iodio radioattivo. Ad esempio, prima dell’introduzione delle più moderne tecniche di radioterapia, questi trattamenti, spesso somministrati per curare tumori di testa e collo, aumentavano il rischio di sviluppo di carcinoma della tiroide. In alcune casistiche si è rilevata una relazione anche fra tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves, gozzo nodulare (inserire link) e cancro della tiroide.

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La diagnosi di carcinoma della tiroide può essere molto facile, nel caso in cui l’aspetto delle cellule che lo costituiscono sia tipico, ma può essere molto difficile quando la lesione contiene sia cellule alterate, che cellule di aspetto normale. Proprio per la difficoltà di individuare con sicurezza i carcinomi sono stati proposti, e vengono continuamente aggiornati, criteri di diagnosi condivisi dagli esperti in tutti i paesi del mondo.

Sulla base di un’accurata identificazione del carcinoma, delle sue caratteristiche e della diffusione si pianifica la cura. L’asportazione mediante intervento chirurgico è indicata a partire dalle lesioni di piccole dimensioni (inferiore a 1 cm) e ad essa si associano altri approcci, in base allo stadio del carcinoma, fra i quali: radioterapia e chemioterapia. In forme di tumore particolari, definite a basso o medio rischio, sono indicati interventi particolari denominati, rispettivamente, Tiroidectomia Aperta Minimamente Invasiva, in inglese “Minimally Invasive Open Thyroidectomy (MIT)” e Tiroidectomia Minimamente Invasiva Video-Assistita, in inglese Minimally Invasive Video-Assisted Thyroidectomy (MIVAT) (vedere questo link per approfondimenti).

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