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Adenoma della tiroide

Si è accennato all’adenoma della tiroide nella scheda sull’ipertiroidismo, in quanto esso ne rappresenta una delle possibili cause. L’adenoma della tiroide è una neoplasia benigna e di solito le cellule che lo compongono sono circondate da una capsula che le separa dal tessuto circostante. Esiste la tendenza, nel gergo medico e nel linguaggio comune, a utilizzare il termine adenoma e quello di nodulo, senza particolari distinzioni, con la conseguenza di generare una certa confusione. In realtà, il termine adenoma definisce precisamente una lesione che deriva dallo sviluppo di nuovo tessuto della tiroide e consiste, come detto, in un tumore benigno. Un nodulo, invece, può essere costituito sia da un adenoma, che da una porzione di tessuto tiroideo normale strutturato a forma di nodulo, ma anche da un carcinoma. Insomma, un adenoma può essere un nodulo, ma un nodulo può essere molti tipi diversi di lesione.

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Nella maggior parte dei casi gli adenomi sono costituiti da cellule organizzate in follicoli uguali a quelli della ghiandola normale e sono circondati da uno strato di tessuto fibroso definito capsula. L’adenoma condivide cause e fattori predisponenti con il carcinoma e l’argomento è trattato nel paragrafo dedicato a tale lesione.

Gli adenomi si sviluppano lentamente, possono non dare segni di sé per anni e diventano rilevabili con la palpazione quando raggiungono dimensioni comprese fra 0.5 e 1 cm. Alla loro scoperta oltre che per caso si può arrivare in seguito alla comparsa di sintomi come la difficoltà a ingoiare (disfagia), i cambiamenti della voce (disfonia) e il dolore localizzato all’area della tiroide. Sebbene l’adenoma possa essere causa di ipertiroidismo, queste lesioni mostrano una funzione di secrezione aumentata solo nel 10% dei casi, mentre nel 70% funzionano meno e nel 20% presentano una normale produzione di ormoni. Proprio perché l’aspetto di un adenoma può non essere specifico, nella diagnosi bisogna escludere il carcinoma, il gozzo nodulare e alcune altre lesioni più rare. Alla palpazione un adenoma si presenta come una sporgenza nell’ambito di un tessuto del tutto normale e si muove insieme alla trachea. Come detto, l’adenoma non si associa ad alterazioni delle concentrazioni degli ormoni tiroidei, salvo in rari casi.

Fra le informazioni da raccogliere in caso di sospetto adenoma tiroideo, c’è quella relativa a precedenti esposizioni a radiazioni. Un fattore che aiuta ad indirizzare la diagnosi è l’età poiché si è osservato che nei giovani sotto i 30 anni i noduli sono più spesso maligni. Il passaggio chiave della diagnosi dell’adenoma è l’ago aspirato con valutazione al microscopio del materiale raccolto. In passato alla raccolta di biopsie della tiroide si attribuiva un rischio di diffusione della lesione, ma tale problema è stato escluso successivamente.

La scelta della cura dell’adenoma della tiroide dipende dalla sua struttura variando dall’asportazione chirurgica alla somministrazione di iodio radioattivo, all’aspirazione dell’intero contenuto nel caso di formazioni tipo cisti.

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