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L’ipotiroidismo si può presentare nell’adolescente?

L’ipotiroidismo nell’adolescenza ha una frequenza molto più bassa che nell’età adulta, ma più elevata rispetto all’infanzia. Inoltre, le adolescenti di sesso femminile hanno una probabilità fino a 5 volte superiore, rispetto ai maschi, di essere affette da questa disfunzione. Le forme congenite di ipotiroidismo abitualmente si manifestano, e sono individuate, ben prima dell’adolescenza e, quindi, in questa fase della vita dovrebbero essere oggetto di cure adeguate che evitino gli effetti negativi di una carenza di tiroxina e triiodotironina sull’organismo. L’unico problema, per le ragazze e i ragazzi con questa patologia, può essere quello di una mancata aderenza al trattamento. Infatti, il cambio di abitudini e la tendenza generale ad avere una maggiore indipendenza nelle scelte e nei comportamenti, caratteristici dell’adolescenza, possono ripercuotersi anche sull’assunzione di farmaci che, fino a qualche anno prima, venivano presi, senza problemi, sotto il controllo dei genitori. La gestione di questo genere di difficoltà merita la massima attenzione sia da parte dei medici, che da parte dei genitori e delle altre persone che si prendono cura dell’adolescente, per evitare che la cura dell’ipotiroidismo sia abbandonata o assunta in maniera inadeguata.

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Quali sono le cause dell’ipotiroidismo nell’adolescente?

Negli adolescenti, come negli adulti, la causa più frequente di ipotiroidismo acquisito è costituita dalle tiroiditi autoimmuni. Un’altra causa potenziale di ridotta funzione della tiroide è la carenza di iodio, che si può manifestare in adolescenti che vivono in aree a rischio. D’altra parte, in termini assoluti, le tiroiditi autoimmuni si rilevano meno spesso negli adolescenti, che negli adulti. E’ opportuno comunque ipotizzare la loro presenza in soggetti che presentino i sintomi caratteristici dell’ipotiroidismo, specie se hanno anche altre malattie come la Sindrome di Down, la Sindrome di Klinefelter o sono affetti da altre patologie autoimmuni come il diabete di tipo 1 o la malattia celiaca. Infine, fra le possibili cause di ipotiroidismo negli adolescenti vanno segnalate alcune cure con farmaci come tioamidi, litio e amiodarone.

Come si manifesta l’ipotiroidismo nell’adolescente e come si formula la diagnosi?

Nell’adolescenza è difficile individuare un ipotiroidismo, per lo stesso motivo per il quale lo è in altre età della vita: i sintomi sono spesso poco evidenti e per nulla specifici. Per questo si rischia di sottovalutarli o di attribuirli a cause diverse dall’ipotiroidismo. Di seguito si riportano alcuni segni e sintomi frequenti dell’ipotiroidismo, segnalando le altre cause alle quali possono essere attribuiti, in particolare nell’adolescenza.

  • Aumento di peso: un adolescente può attraversare fasi in cui fa meno attività fisica o cambia il modo di mangiare e, quindi, un aumento di peso può essere più frequentemente attribuito ai comportamenti, piuttosto che a una ridotta produzione di ormoni della tiroide.
  • Stipsi: anche questo sintomo, piuttosto frequente soprattutto nelle adolescenti, può essere dovuto a modificazioni delle abitudini e dell’alimentazione e probabilmente si pensa più facilmente a cause di questo tipo, rispetto all’ipotiroidismo.
  • Pelle secca, unghie fragili e capelli sottili: la grande attenzione che la maggior parte delle adolescenti dedica al proprio aspetto fisico difficilmente fa sfuggire loro questi segni. D’altra parte, prima di pensare a consultare un medico che prenda in esame una disfunzione della tiroide come possibile causa, si cercherà la soluzione in cosmetici e prodotti simili, ritardando un’eventuale diagnosi di ipotiroidismo.
  • Bradicardia: quanto spesso si controlla la frequenza cardiaca di un adolescente? Raramente, a meno che non abbia problemi di salute noti che richiedano questa verifica o ci siano altri motivi specifici, come ad esempio una regolare attività fisica, per controllare la funzione del cuore. Tutto questo fa sì che un segno caratteristico dell’ipotiroidismo, in un adolescente possa sfuggire.
  • Ridotta velocità di accrescimento: rispetto all’infanzia, nell’adolescenza si osserva un fisiologico rallentamento dell’accrescimento. Infatti, dopo la pubertà, tale velocità diminuisce di 1 cm all’anno, fino ai 18 anni. Perciò, individuare un rallentamento ulteriore dell’accrescimento dovuto all’ipotiroidismo, in un adolescente, è meno facile che coglierlo in un bambino o in un soggetto che si trovi nella fase dello sviluppo puberale.
  • Gozzo: è un segno di allarme che in un adolescente può risultare più evidente che in un adulto, ma tende a comparire quando l’ipotiroidismo è in fase più avanzata o in forma più grave.
  • Mixedema: in proporzione si presenta meno spesso come segno di ipotiroidismo negli adolescenti, rispetto agli adulti.

Per la diagnosi di ipotiroidismo nell’adolescente, una volta che uno o più dei sintomi sopra riportati abbiano fatto sospettare la sua presenza, si fa riferimento agli stessi esami di laboratorio e strumentali impiegati nei soggetti adulti.  Fra le evidenze più caratteristiche di questa disfunzione, c’è la riduzione della concentrazione di TSH nel sangue. Per la valutazione di questa variabile, oltre che dei livelli di FT4 e FT3, si dovrebbe fare riferimento a valori normali specifici per l’età.

L’ipotiroidismo subclinico si può verificare nell’adolescente?

Negli adolescenti si può rilevare anche l’ipotiroidismo subclinico. La frequenza con cui tale condizione si presenta in questa fascia di età è difficile da definire, in quanto mancano studi epidemiologici adeguati. Complessa è anche la valutazione dell’evoluzione nel tempo dell’ipotiroidismo subclinico degli adolescenti. In alcuni casi esso si risolve spontaneamente, in altri diventa un ipotiroidismo vero e proprio con segni, sintomi e alterazioni degli esami di laboratorio, caratteristici di questa disfunzione. In base ai dati disponibili, tale evoluzione si presenterebbe con una frequenza compresa fra lo 0 e il 29%. Una variabilità così ampia suggerisce che gli studi eseguiti sull’argomento hanno fatto riferimento a criteri diversi nel definire l’evoluzione o a casistiche disomogenee. Correlati ai dubbi sull’evoluzione dell’ipotiroidismo subclinico, ci sono quelli sull’opportunità di curare tale condizione. Alcune ricerche indicherebbero che esso non altera sviluppo e funzioni di organi e tessuti influenzati dagli ormoni della tiroide e, quindi, non giustificano la somministrazione di levotiroxina. Altri studi suggeriscono che tale cura può essere opportuna nelle persone che hanno fattori di rischio, come la presenza concomitante di malattia celiaca o mostrano un progressivo aumento di concentrazione nel sangue di anticorpi antiperossidasi. In conclusione è bene sapere che l’ipotiroidismo subclinico si può rilevare negli adolescenti e che esso va ricercato in presenza di fattori che ne aumentano la frequenza.

Come si cura l’ipotiroidismo nell’adolescente?

A parte le forme di ipotiroidismo conseguenti all’assunzione di farmaci, che possono essere risolte sospendendo gli stessi, la cura dell’ipotiroidismo, consiste nella somministrazione di levotiroxina con una particolare attenzione alla definizione della dose e al suo adeguamento nel tempo.

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