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Esame obiettivo

Il passaggio chiave, della visita di un soggetto nel quale si sospetta la presenza di una malattia della tiroide, è la palpazione dell’organo, ma sarebbe opportuno farla precedere da una visita allargata ad altri apparati, completata dalla misurazione di segni vitali come la pressione del sangue e la frequenza dei battiti del cuore. Si ricorda, infatti, che le variazioni della funzione tiroidea influiscono su quelle del cuore e dei vasi.

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La palpazione della tiroide viene eseguita con il medico posto dietro il soggetto, che con i polpastrelli sulla parte anteriore del collo di quest’ultimo segue i contorni dell’organo e poi ne palpa la sua superficie. Durante la palpazione, il soggetto visitato tiene la testa leggermente piegata all’indietro per facilitare le manovre del medico. Durante la manovra il medico alle volte può chiedere al soggetto di inghiottire della saliva o qualche sorso d’acqua per meglio palpare la tiroide.

La palpazione può fornire varie informazioni. Può rilevare modificazioni del volume della tiroide, variazioni della sua consistenza, disomogeneità della consistenza stessa e della forma, prima fra tutti la presenza di noduli. E’ importante anche rilevare se la palpazione provoca dolore.

La palpazione della tiroide è molto utile, non solo per formulare una prima diagnosi, ma anche per valutare gli effetti delle cure.

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