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Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?

Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?

Il carcinoma differenziato della tiroide è una neoplasia relativamente rara in assoluto, ma è la più frequente fra quelle dell’apparato endocrino. Secondo il più recente rapporto dell’Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), le nuove diagnosi di tumore della tiroide sono state più di 15.000 nel 2017 e si prevede che, entro il 2020, diventerà la seconda neoplasia più frequente nelle donne, dopo il cancro del seno. Il tumore della tiroide si presenta quasi sempre in forma di nodulo e da qui nasce il problema: quasi il 50% della popolazione adulta ha noduli della tiroide, ma solo il 5% di essi è un tumore. Queste cifre danno una chiara idea di quale sia la sfida che il tumore differenziato della tiroide pone ai medici: individuare tempestivamente la neoplasia senza sottoporre i loro assistiti a indagini inutili. Per aiutare a ottimizzare il percorso di diagnosi  e cura del carcinoma differenziato della tiroide, sei Società scientifiche italiane, l’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), l’Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), la Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC) e la Società di Anatomia Patologica e di Diagnostica Citologica (SIAPEC), hanno concordato una serie di raccomandazioni pubblicate di recente e che saranno presentate al convegno “6° Thyroid UpToDate 2018: Linee Guida e Pratica Clinica” in programma a Roma il 28 e 29 29 ottobre 2018. Nell’introduzione all’articolo che riporta le raccomandazioni, gli autori spiegano che negli ultimi anni si è assistito, in tutto il mondo, a un rapido aumento della prevalenza del tumore differenziato della tiroide, in particolare nella sua forma definita papillare, e attribuiscono tale aumento al sempre più diffuso impiego dell’esame ecografico nella valutazione della tiroide nelle persone nelle quali si sospetta la presenza di una disfunzione o di una malattia della ghiandola. Si è creato quindi un “effetto di screening” non programmato che ha fatto sì che studiando casi di iper- o ipotiroidismo si siano scoperti noduli, che poi sono stati identificati come cancri. A conferma di questa ipotesi, c’è l’evidenza che la maggior parte dei noduli tumorali diagnosticati sono così piccoli da non poter essere individuati palpando la tiroide. L’evidenza che oggi si trovano carcinomi costituiti da noduli non palpabili suggerisce, a sua volta, che l’aumento di prevalenza del carcinoma differenziato della tiroide registrato di recente vada attribuito, del tutto o in parte, a una maggiore frequenza di riscontro, più che al fatto che si sviluppino più tumori di questo tipo. Ciò vorrebbe dire che anche in passato c’erano più carcinomi della tiroide di quelli che si diagnosticavano, ma che una parte di essi passava inosservata anche per la buona prognosi che caratterizza la maggior parte di questi casi di tumore. Infatti, un altro aspetto citato nell’introduzione alle raccomandazioni è che la mortalità da carcinoma differenziato della tiroide è bassa e non ha mostrato una tendenza all’aumento, ma si precisa che sul punto non c’è pieno consenso.

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Questo è un aspetto che merita attenzione, perché riferendosi alla prognosi generalmente favorevole di questo cancro si potrebbe “allentare” le maglie della rete che permette di individuarlo precocemente, facendo meno esami ecografici, e di adottare strategie terapeutiche meno aggressive, soprattutto perché esami diagnostici e cure costano. D’altra parte, nell’ottica di chi ha un nodulo che rischia di rientrare il quel 5% di noduli tumorali, la priorità è quella di essere studiato e curato con tutti gli strumenti più efficaci.

Vedere anche nella sezione Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

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