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Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?

Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?

Abitualmente l’aspetto della tiroide definito con l’ecografia è più importante della dimensione del nodulo per individuare il rischio di cancro e la necessità di eseguire l’ago aspirato. La cosa più importante da fare, nel decidere se eseguire tale esame, è un giusto bilancio fra il rischio di mancare una diagnosi di tumore, seppure a basso rischio, e quello di abusare di una procedura invasiva come la biopsia della tiroide. Ulteriori criteri indicativi di una maggiore probabilità di natura maligna del nodulo sono: un’altezza dello stesso superiore alla larghezza, la presenza di calcificazioni microscopiche, margini irregolari della lesione e marcata ipoecogenicità. L’aspetto solido del nodulo, il rilievo di vasi nel suo ambito e un’ipoecogenicità lieve riducono la probabilità di malignità della lesione. Poiché i carcinomi della tiroide non hanno caratteristiche indicative della malignità rilevabili con l’ecografia, l’assenza di evidenze che facciano sospettare la presenza di un tumore maligno, non dà certezze circa la benignità del nodulo. In generale, il volume del nodulo non permette di prevedere la sua malignità, anche se per diametri superiori a 4 cm il sospetto aumenta. I noduli che si considerano a rischio di malignità e hanno diametro inferiore a 10 mm possono essere sottoposti ad ago aspirato o possono semplicemente essere seguiti nel tempo. Quelli con un diametro inferiore o uguale a 5 mm dovrebbero essere solo verificati nel tempo. Una speciale formula che permette di calcolare il volume del nodulo va usata per le verifiche nel tempo. Aumenti del 20% dei diametri o del 50% del volume della tiroide sono considerati le modifiche minime indicative di una crescita significativa del nodulo. Una lesione con margini irregolari è più probabile che sia maligna. Sulla base di queste premesse, nelle Linee Guida viene formulata una serie di raccomandazioni circa la classificazione dei noduli in tre livelli di rischio di malignità e riguardo agli approcci da mettere in atto, una volta confermata la malignità.   

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Vedere anche nella sezione Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

              

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