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Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

I noduli della tiroide sono fra le alterazioni più frequenti che si verificano nella ghiandola, ma nella grandissima parte dei casi essi sono del tutto benigni. Secondo diverse statistiche, la percentuale di persone adulte che ha almeno un nodulo della tiroide varia dal 20 al 50% e se ne individua una quota elevata grazie all’ampia diffusione dell’esame ecografico, che li fa individuare più spesso. In passato, infatti, i noduli si individuavano sono quando raggiungevano dimensioni tali da essere visibili o rilevabili con la palpazione oppure, ancora, se crescendo di diametro entravano in contatto con organi vicini, alterandone la funzione. La formazione dei noduli della tiroide può dipendere da varie cause e, per approfondimenti di rimanda alla scheda dedicata. Come anticipato, la maggior parte dei noduli della tiroide è benigno e i pochi che, invece, consistono in tumori, sono quasi sempre carcinomi differenziati della tiroide, cioè neoplasie poco aggressive, curabili e alle quali si attribuisce una ottima sopravvivenza. Il fatto che la grande maggioranza dei noduli è benigna e che, quando sono tumori, sono a basso grado di malignità, ha suscitato il dibattito, fra gli esperti, circa l’opportunità di investire tante risorse nella loro valutazione. D’altra parte, gli esiti positivi di tanti casi di noduli, poi diagnosticati come tumori della tiroide, si sono ottenuti, anche perché era stata eseguita un’ecografia del collo, magari in assenza di segni e sintomi evidenti, e questa aveva individuato precocemente il nodulo tumorale. In buona sostanza, in questo campo della medicina è indispensabile evitare gli esami superflui, da una parte, ma, dall’altra, eseguire tutte le verifiche che permettano di giungere precocemente a una diagnosi corretta.

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Quando in medicina ci si trova di fronte a necessità di questo tipo, possono risultare utili delle Linee Guida. Questi documenti, partendo dalle conoscenze più aggiornate sull’argomento, formulano raccomandazioni sui criteri da seguire nel prendere le decisioni e sulle procedure più efficaci, per ottimizzare la gestione di ciascun caso. Per stabilire percorsi di diagnosi e cura omogenei, che possano essere applicati da tutti gli specialisti, sei Società Scientifiche Italiane, con competenza sull’argomento, hanno pubblicato una serie di raccomandazioni condivise che mirano a ottimizzare il percorso di diagnosi del tumore differenziato della tiroide, a partire dalla valutazione dei noduli. Le sei Società Scientifiche sono: l’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), l’Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), la Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC) e la Società di Anatomia Patologica e di Diagnostica Citologica (SIAPEC). Il sito della Fondazione Cesare Serono ha ripreso buona parte dei contenuti di tali Linee Guida e li ha “tradotti” in un linguaggio più semplice e li propone sotto forma di domande e risposte, in modo da renderli fruibili da qualsiasi utente del sito, anche da chi non ha conoscenze medico-scientifiche.

Come sempre per le informazioni proposte sul sito della Fondazione Cesare Serono, esse non si sostituiscono in alcun modo a quelle che fornisce il medico al singolo malato, pur se tratte da fonti autorevoli. Infatti, anche le Linee Guida redatte per la diagnosi e la cura di una malattia, come la fonte alla quale si attinto in questo caso, costituiscono indicazioni di massima per i medici, che poi adattano di volta in volta in base al quadro clinico.

Le domande:

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

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