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In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?

In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?

Le metastasi occulte sono metastasi che non danno segni di sé nel percorso di diagnosi, ma che possono evidenziarsi dopo la prima cura. Nel carcinoma papillare della tiroide si osserva una frequenza elevata di metastasi occulte e per questo motivo, è stato proposto un intervento di dissezione della zona centrale del collo a scopo preventivo già nella gestione iniziale di questo tumore. La dissezione è un approccio chirurgico che prevede l’accesso ad un’area anatomica con l’obiettivo di esaminarla più accuratamente. Nonostante nel carcinoma papillare della tiroide si sia optato per questa soluzione, è ancora dibattuta l’applicazione dello stesso approccio nel cancro differenziato della tiroide. I potenziali vantaggi che esso comporta sono: eliminare una possibile fonte di recidiva e prevenire le conseguenze di un secondo intervento, aumentare la precisione della stadiazione della neoplasia, per impostare il trattamento con radioiodio, e rendere più accurata la verifica della tireoglobulina e i controlli a distanza di tempo. Mentre le metastasi occulte dei linfonodi sono abbastanza frequenti nel carcinoma papillare della tiroide, quelle del carcinoma differenziato della tiroide tendono a essere di piccole dimensioni e poco numerose, a non avere una diffusione al di fuori dei linfonodi e ad avere un rischio di recidiva a 5 anni solo del 2%. Confrontando gli esiti registrati nei malati sottoposti a dissezione profilattica del compartimento centrale del collo con quelli dei soggetti nei quali tale approccio non è stato applicato, si sono raccolte conferme del comportamento poco aggressivo delle forme che coinvolgono i linfonodi in maniera subclinica. Inoltre, alcune metanalisi sembrano dimostrare che la presenza di metastasi occulte ai linfonodi non è indicativa della comparsa di recidive e che la dissezione profilattica del compartimento centrale del collo non fornisce un miglior controllo locale. D’altra parte, bisogna considerare che l’esecuzione della dissezione profilattica del compartimento centrale del collo, oltre la tiroidectomia, aumenta il rischio di sviluppo di ipoparatiroidismo e, con un minor livello di evidenza, di paralisi ricorrenti dei nervi, rispetto alla sola tiroidectomia. In soggetti selezionati può essere proposta una dissezione del compartimento centrale del collo dallo stesso lato del tumore, a scopo profilattico, che includa i gruppi di linfonodi definiti pre-laringei, pre-tracheali e para-tracheali, con valutazione al microscopio dei campioni raccolti.      

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Le raccomandazioni formulate dalle Linee Guida italiane su questo approccio sono:

  1. La dissezione profilattica del compartimento centrale del collo non è indicata come soluzione abituale
  2. La dissezione profilattica del compartimento centrale del collo è appropriata per soggetti con carcinoma differenziato della tiroide che presentino un coinvolgimento clinico dei linfonodi nei compartimenti del collo centrale o laterale
  3. La dissezione laterale del collo è appropriata nei casi di carcinoma differenziato della tiroide con metastasi ai linfonodi laterali del collo
  4. Il giudizio formulato dal chirurgo durante l’intervento è cruciale per decidere se procedere alla dissezione del compartimento centrale del collo.                                 

Vedere anche nella sezione Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

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