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In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?

In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?

La decisione circa l’esecuzione o meno di una tiroidectomia dipende in prima istanza dai risultati dell’analisi delle cellule prelevate dal nodulo con l’ago aspirato. D’altra parte, altri fattori influenzano la scelta, fra di essi: l’età del malato e la presenza di malattie associate. Gli autori che hanno concordato le raccomandazioni hanno fatto riferimento al sistema di classificazione italiano dei risultati dell’agoaspirato e, nel documento, si illustrano le differenze fra il sistema di classificazione italiano e quelli applicati negli altri paesi. Il sistema di classificazione italiano suddivide i noduli in 6 categorie, che vanno da quella denominata TIR1, che si riferisce a lesioni nelle quali un primo ago aspirato non fornisce risultati definitivi, alla categoria TIR5 che conferma la malignità del nodulo ed è un’indicazione certa per la tiroidectomia. Fra queste due categorie ne esistono quattro intermedie: la TIR2, che nella maggior parte dei casi non comporta l’asportazione della tiroide, la TIR3A, per la quale si raccomanda una ripetizione dell’ago aspirato con valutazione da parte di un anatomopatologo esperto, e la TIR3B e la TIR4, nelle quali la tiroidectomia è indicata nella grande maggioranza dei casi. In particolare, si spiega che la categoria TIR2 si riferisce a noduli con cellule che, prelevate con l’ago aspirato, mostrano di essere benigne e questo non rende necessario il trattamento perché il rischio di malignità stimato è inferiore al 3%. D’altra parte, dimensioni del nodulo superiori a 4 cm, giovane età del soggetto, presenza di sintomi attribuibili a una pressione esercitata dal nodulo su organi vicini e specifiche evoluzioni del nodulo verificate con l’ecografia indicano la tiroidectomia anche se l’agoaspirato ha classificato il nodulo come TIR2. L’esatta classificazione del nodulo in categorie a maggior rischio di malignità, per le quali è più frequente il ricorso all’asportazione chirurgica, dovrebbe essere fatta da specialisti esperti in tali valutazioni.

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Vedere anche nella sezione Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

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