Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?

Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?

Il carcinoma differenziato della tiroide ha una prognosi eccellente, con una percentuale di sopravvivenza vicina al 100% (93-95%). La cura iniziale, in particolare per i casi a rischio intermedio o alto è la tiroidectomia totale seguita dall’ablazione con radioiodio. Nella maggior parte dei casi, questo trattamento iniziale è sufficiente a guarire la malattia. Circa il 5% delle persone con carcinoma differenziato della tiroide ha metastasi a distanza al momento della diagnosi e, per esse, la terapia di scelta è quella con radioiodio, che va ripetuta fino a quando si rileva un’evidenza di captazione del radioisotopo. Il 30% circa di tali soggetti guarisce con questo trattamento, mentre gli altri sviluppano, presto o tardi, una refrattarietà alla terapia con radioiodio, che richiede altre cure. Questo piccolo sottogruppo di individui ha una sopravvivenza più bassa di quella di chi mantiene nel tempo la risposta al radioiodio. Fra gli esperti non c’è completo accordo circa la definizione del profilo di soggetto resistente e, nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide con metastasi, non è raro osservare un livello di captazione del radioiodio diverso fra una metastasi e l’altra, soprattutto quando le metastasi sono grandi e numerose. Per precisare la condizione di resistenza o refrattarietà al radioiodio si usa un esame denominato tomografia a emissione di positroni con fluoro-desossiglucosio (18 FDG-PET)  

Potrebbe interessarti anche…

Sulla base delle informazioni disponibili su questo aspetto, le Linee Guida formulano le seguenti raccomandazioni:

  1. Il cancro della tiroide può essere definito refrattario al radioiodio quando si rileva una delle seguenti situazioni:
  2. evidenza di lesioni metastatiche che non captano il radioiodio confermata da una scintigrafia total body dopo somministrazione di iodio 131;
  3. evidenza di metastasi misurabili che non captano il radioiodio confermata da una scintigrafia total body dopo somministrazione di iodio 131, anche se si rilevano altre lesioni che ancora captano il radioiodio;
  4. evidenza di una o più lesioni metastatiche che nonostante captino il radioiodio, aumentano di dimensioni fra una somministrazione e l’altra del radioisotopo, confermando la non efficacia della terapia con radioiodio. 

Vedere anche nella sezione Noduli e tumori della tiroide: i quesiti più frequenti e le risposte dalle linee guida italiane

  1. Quanto spesso i noduli della tiroide sono tumori?
  2. Quali caratteristiche del nodulo tiroideo suggeriscono la necessità di esami più approfonditi?
  3. Quanto è frequente il carcinoma differenziato della tiroide?
  4. In base a quali fattori, una volta individuato un nodulo, si decide per l’asportazione della tiroide?
  5. Quali informazioni fornisce l’ecografia della tiroide e del collo nello studio di un carcinoma differenziato della tiroide?
  6. Quali altri esami si eseguono per definire con precisione le caratteristiche del carcinoma differenziato della tiroide?
  7. Una volta definite le caratteristiche del tumore, che tipi di interventi chirurgici si possono eseguire?
  8. Quali soluzioni si possono adottare in presenza di un microcarcinoma papillare della tiroide?
  9. Dopo un primo intervento di rimozione parziale della ghiandola per un carcinoma differenziato della tiroide, quando è necessario rimuovere la parte rimanente in un secondo tempo?
  10. In che cosa consistono e come si affrontano le metastasi occulte?
  11. Perché e quando si somministra il radioiodio per l’ablazione della tiroide?
  12. Quali sono le misure da adottare quando si rende necessaria la terapia con radioiodio?
  13. Dopo un primo approccio terapeutico, chirurgico o con radioiodio, quali controlli vanno eseguiti e con quale frequenza?
  14. In base a quali informazioni e a quali dati si definisce il rischio di recidiva del carcinoma differenziato della tiroide?
  15. Nelle persone che hanno risposto bene alle cure per il carcinoma differenziato della tiroide, si devono eseguire controlli e come?
  16. Quali controlli sono necessari nei casi di carcinoma differenziato della tiroide nei quali si verifica una persistenza della malattia?
  17. Nelle persone con carcinoma differenziato della tiroide sottoposte a rimozione parziale della ghiandola, si devono eseguire controlli e come?
  18. Quali sono i possibili effetti collaterali della terapia con radiodiodio per carcinoma differenziato della tiroide e come si gestiscono?
  19. Come si definisce la resistenza alla terapia del carcinoma differenziato della tiroide?
  20. Nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide si usano cure oncologiche?
  21. Come si usa la levotiroxina nella gestione dei diversi quadri di neoplasie della tiroide?

Tommaso Sacco

Fonte: Italian consensus on diagnosis and treatment of differentiated thyroid cancer: joint statements of six Italian societies; Journal of Endocrinological Investigation, 2018 Jul;41(7):849-876.

Contatta l'esperto

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda
Iscriviti alla newsletter

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gli aggiornamenti

Iscriviti