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Terapia dell’ipotiroidismo

Terapia dell’ipotiroidismo

La cura dell’ipotiroidismo consiste nella sostituzione degli ormoni mancanti o carenti con quelli che si somministrano con i farmaci che li contengono e per questo si parla di terapia sostitutiva. I prodotti indicati in questo impiego sono a base di tiroxina e di triiodiotironina. Appartiene al passato l’uso della tiroide secca. L’impiego di estratti di tiroide secca, usata ai tempi in cui i farmaci a base di levotiroxina non erano stati messi a punto, è sconsigliato da tutte le Linee Guida.

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L’approccio usato nella terapia sostitutiva varia in base al tipo di ipotiroidismo e alla causa che lo ha determinato. Ad esempio, in un soggetto nel quale è stata asportata la tiroide perché vi si era sviluppato un tumore si attiverà in maniera diversa, rispetto alle forme riconducibili a una funzione dell’organo ridotta, ma ancora presente.

È sempre opportuna una progressiva messa a punto della dose, che porti ad adattarla alle necessità del singolo individuo e, a questo scopo, è molto importante che il prodotto usato sia maneggevole, abbia un ampio ventaglio di dosi e che il suo effetto sia affidabile e prevedibile. Nella fase di messa a punto della dose è importante che il malato auto-osservi, ed eventualmente annoti, i maggiori segni e sintomi attribuibili all’effetto degli ormoni della tiroide, per poi riferirli al medico curante. Quest’ultimo, nel caso perdurino segni e sintomi tipici dell’ipotiroidismo nonostante la corretta assunzione della cura, potrà decidere un aumento della dose. Al contrario, la comparsa di sintomi come diarrea, aumentata frequenza dei battiti del cuore o stati di ansia,  riferibili con certezza a un dosaggio troppo elevato di levotiroxina, potrebbero comportare una riduzione della stessa. In tutti casi, dovrà essere il medico a decidere queste modificazioni della cura, sulla base delle informazioni ricevute e di eventuali opportune verifiche dei sintomi e dei dati di laboratorio. A volte, le persone con ipotiroidismo, dopo anni di terapia, ritengono di avere acquisito una conoscenza tale, del problema e del suo trattamento, da potersi adattare la cura autonomamente. Ciò espone al rischio che il trattamento risulti inadeguato e quindi è sempre meglio lasciare che sia il medico a decidere variazioni di dosaggio.

Proprio perché la terapia dell’ipotiroidismo va prescritta e seguita nel tempo con competenza e attenzione, varie Società Scientifiche propongono, e aggiornano periodicamente, le Linee Guida per i medici che se ne occupano. Fra le più seguite, ci sono quelle dell’Associazione Americana della Tiroide (American Thyroid Association: ATA). Si riportano alcune delle raccomandazioni contenute nel documento, formulate proprio come “risposte” alle problematiche più comuni che i medici si trovano ad affrontare nella gestione dell’ipotiroidismo, esemplificate nei seguenti quesiti.

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