Diagnosi dell’ipotiroidismo

Diagnosi dell’ipotiroidismo

Scritto da:
Fondazione Serono

La diagnosi dell’ipotiroidismo deve sempre partire da un’accurata raccolta della storia del malato, l’anamnesi, e nei casi dubbi ci si potrebbe servire di un diario dei sintomi, raccolti per un periodo di alcune settimane. Questo strumento, oltre a contribuire a formulare la diagnosi, aiuterebbe la persona nella quale si sospetta la presenza di un ipotiroidismo ad auto-osservarsi. Ciò sarà utile quando, attivato un trattamento, si valuterà la risposta dell’organismo alla cura.

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La visita dovrebbe comprendere un’attenta palpazione della tiroide, per rilevare variazioni di dimensioni, forma e consistenza della stessa e la presenza di gozzo e noduli. Un esame generale del soggetto dovrebbe essere comunque fatto, misurando pressione sanguigna, frequenza dei battiti del cuore, aspetto della pelle e dei tessuti sottostanti, per individuare eventuali effetti di una ridotta secrezione di ormoni della tiroide.

La conferma della diagnosi può essere cercata con la misurazione delle concentrazioni di FT3, FT4 e TSH nel sangue. Nella tabella sono riportate le variazioni attese di queste concentrazioni in base alla patologia presente, ma solo una valutazione complessiva del quadro, con anamnesi, visita e dosaggi degli ormoni, porta a diagnosi precise e attendibili.

 

ALTERAZIONI DEGLI ORMONI NELLE FORME DI IPOTIROIDISMO
FT4 FT3 TSH TRH
Ipotiroidismo primitivo subclinico normale normale
conclamato ↑↑
Ipotiroidismo centrale ipofisario
ipotalamico normale o ↓

 

Oltre al dosaggio nel sangue degli ormoni indicativi della funzione della tiroide, la diagnosi dell’ipotiroidismo può comprendere la ricerca degli anticorpi caratteristici della tiroidite di Hashimoto. Il medico potrebbe proporre questo approfondimento se sospetta che quella sia la causa della ridotta funzione tiroidea.

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