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Diagnosi dell'ipertiroidismo

Diagnosi dell'ipertiroidismo

Gli strumenti utilizzati per la diagnosi di ipertiroidismo sono quelli descritti nella scheda dedicata, a cominciare dall’anamnesi. In particolare, è sempre importante un’accurata palpazione del collo nella Malattia di Graves. Si noteranno un aumento di dimensione della tiroide e una consistenza lievemente aumentata. Com’è ovvio, per la diagnosi dell’ipertiroidismo è importante un dosaggio di FT3, FT4 e TSH. In particolare, valori molto bassi di TSH, suggeriranno una soppressione della sua secrezione, dovuta alla produzione di eccessive quantità di ormoni tiroidei.

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Quanto alle altre indagini, la scelta di eseguirle dipenderà dalla causa che si sospetta sia all’origine dell’ipertiroidismo. Ad esempio, se palpando la tiroide viene rilevato un nodulo e il soggetto ha valori di TSH più bassi dei valori minimi di normalità, il medico potrà prescrivere una scintigrafia tiroidea con tecnezio 99Tc pertecnetato o con 123I o un’ecografia, eventualmente con aspirazione del contenuto del nodulo, per valutazione al microscopico dell’aspirato.

Linee Guida dell'Associazione Americana della Tiroide

Nelle sull’ipertiroidismo pubblicate dall'Associazione Americana della Tiroide nel 2016, si raccomanda di porre attenzione, innanzi tutto, ai sintomi che possono indirizzare verso la diagnosi di ipertiroidismo. Oltre a raccogliere una dettagliata storia clinica del soggetto, vanno misurati: frequenza cardiaca, pressione arteriosa, frequenza della respirazione e peso corporeo. Durante la visita, palpando la tiroide, bisogna valutarne dimensioni, consistenza, forma e presenza di noduli. Altre evidenze che vanno cercate sono l’edema agli arti inferiori, l’esoftalmo e il mixedema in corrispondenza della parte anteriore della gamba.

La misurazione della concentrazione nel siero del TSH è l’esame di laboratorio più sensibile e specifico per valutare la presenza di un ipertiroidismo e dovrebbe essere impiegata come esame iniziale di screening. Le Linee Guida aggiungono, però, che se il sospetto della presenza di questa condizione è ben fondato, sarebbe opportuno misurare anche le concentrazioni di FT4 e T3, perché confrontando le alterazioni di questi ormoni con quelle del TSH, si può avere un quadro più chiaro della situazione. In una forma manifesta di ipertiroidismo, il TSH è ridotto e FT4 e T3 sono aumentati. Nelle forme più lievi, il TSH è comunque ridotto, o non dosabile nel siero, T4 e FT4 possono essere normali e solo la T3 aumentata. Quest’ultimo quadro può caratterizzare gli stadi iniziali dell’ipertiroidismo causati dalla Malattia di Graves o da un nodulo tiroideo. L’ipertiroidismo subclinico è caratterizzato da FT4 ed FT3 normali con un TSH ridotto. Secondo le Linee Guida, un sistema ideale di utilizzo degli esami di laboratorio dovrebbe prevedere una valutazione iniziale del TSH che attiva in automatico la misurazione di FT4 e T3 totale se il TSH è ridotto. Esistono forme più complesse da definire nelle quali il TSH non subisce le modificazioni tipiche dell’ipertiroidismo anche se di fatto questa condizione è presente.

Tommaso Sacco

Fonte: American Thyroid Association Guidelines for Diagnosis and Management of Hyperthyroidism and other causes of Thyrotoxicosis; Thyroid, 2016.