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Gozzo sporadico

Gozzo sporadico

Possono rientrare nella definizione di gozzo sporadico quelle forme di aumento delle dimensioni della tiroide che non comportano la presenza di noduli chiaramente evidenti palpando la ghiandola o valutandola con l’ecografia. Queste forme di gozzo spesso partono da un lieve ingrossamento di una parte della ghiandola al quale corrisponde anche un aumento della consistenza. In seguito, queste alterazioni si diffondono nell’organo fino a coinvolgerlo tutto. E’ interessante notare come questo tipo di gozzo possa esprimere patologie della tiroide che hanno caratteristiche opposte. Infatti, lo può provocare la malattia di Graves che è associata a un ipertiroidismo, ma anche una tiroidite di Hashimoto, spesso caratterizzata da una ridotta secrezione di ormoni della tiroide, può determinare un gozzo. A complicare ulteriormente il quadro e a spiegare la difficoltà con la quale a volte si arriva a una diagnosi di gozzo c’è l’evidenza che una discreta percentuale di gozzi è normofunzionante, cioè non si accompagna a ipo- o ipertiroidismo, ma a una secrezione normale di ormoni della tiroide. Un altro fattore che può rallentare la formulazione di una diagnosi di gozzo è la localizzazione delle parti ingrandite della ghiandola. Infatti, alle volte esse sono localizzate fra gli organi presenti nel collo o addirittura si estendono nel torace, cioè in zone non facilmente esplorabili.

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Nel caso in cui al gozzo si associno alterazioni della secrezione degli ormoni della tiroide, i sintomi provocati da queste alterazioni potranno stimolare opportune indagini e condurre a una diagnosi. Per individuare gozzi normofunzionanti e con localizzazioni anomale è importante porre attenzione a sintomi meno direttamente attribuibili ad una malattia tiroidea come: difficoltà di respirazione (dispnea) con il rilievo di particolari suoni all’inspirazione dell’aria, modificazioni della voce (disfonia) e difficoltà a mandare giù il cibo nell’esofago (disfagia). Il primo di questi sintomi può dipendere da una compressione del gozzo sulla trachea, cioè il condotto che porta l’aria ai bronchi, il secondo a una pressione su un nervo che controlla una corda vocale e il terzo a una compressione dell’esofago.

Per la diagnosi di questo tipo di gozzo, oltre ad anamnesi, palpazione del collo ed esami di laboratorio, che possono avere esiti normali, si fa riferimento a esami strumentali come ecografia e scintigrafia. Circa il trattamento, fenomeni di compressione indirizzano verso una soluzione chirurgica, mentre la somministrazione di ormoni tiroidei o di farmaci anti-tiroidei può essere necessaria per correggere alterazioni della funzione associate al gozzo.

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