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Gli ormoni tiroidei mantengono in equilibrio le funzioni dell’organismo

Gli ormoni tiroidei mantengono in equilibrio le funzioni dell’organismo

Numerosi sono gli effetti degli ormoni prodotti dalla tiroide, T3 e T4, su tutti i tessuti dell’organismo. Volendo riassumere in un unico concetto gli esiti della loro azione, si può affermare che essi mantengono in equilibrio le funzioni di tali organi e tessuti. Infatti, quando la produzione degli ormoni da parte della tiroide aumenta o diminuisce, si perde l’equilibrio e le funzioni rispettivamente rallentano e accelerano, almeno in generale. È per questo che all’ipertiroidismo si associano tachicardia, irritabilità, riduzione del peso e diarrea e le persone con ipotiroidismo possono avere bradicardia, astenia, depressione, aumento di peso e stipsi. È importante conoscere i meccanismi attraverso i quali le disfunzioni della tiroide provocano questi e altri sintomi e segni, perché aiuta a comprendere come il recupero di una corretta funzione della ghiandola serva a ripristinare l’equilibrio dell’organismo.
 

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Come gli ormoni della tiroide governano la funzione delle cellule

Gli ormoni della tiroide non sono gli unici ormoni e mediatori che influenzano il funzionamento delle cellule di tutti i tessuti, ma che siano fra quelli che esercitano le azioni più importanti è confermato dal fatto che i recettori ai quali si legano sono situati sulla membrana del nucleo della cellula. Questo, infatti, vuol dire che i messaggi che essi trasmettono alla cellula arrivano direttamente alla struttura di quest’ultima che ne organizza il funzionamento. L’effetto finale del legame di T3 o T4 con i recettori risente di diversi fattori. Innanzitutto esistono vari tipi di recettori degli ormoni della tiroide e non tutti i recettori legano sia la T3, che la T4. Inoltre, una volta che il legame si è stabilito, entrano in gioco molecole che facilitano o limitano la traduzione del messaggio trasmesso dal legame in una modificazione del funzionamento della cellula, ad esempio consumare più energia. Per comprendere quanto possano pesare questi fattori sull’effetto finale che il legame di T3 o T4 con il rispettivo recettore ha sulla funzione cellulare, basti pensare alla resistenza dei tessuti agli ormoni tiroidei. Quando le cellule diventano “resistenti” agli stimoli portati da tali ormoni, nel sangue rilevano concentrazioni elevate di T3 e T4 e concentrazioni normali o elevate di TSH. Questa è un’anomalia perché all’aumentare di T3 e T4 dovrebbe diminuire il TSH, come avviene nell’ipertiroidismo. Ma la spiegazione dell’anomalia sta proprio nel fatto che la resistenza dei tessuti agli stimoli degli ormoni tiroidei non attiva i meccanismi di feedback che dovrebbero portare alla riduzione della secrezione di TSH. Un altro meccanismo che si inserisce in questi complessi processi è il dialogo fra i recettori degli ormoni della tiroide e altri recettori, anch’essi localizzati sulla membrana del nucleo, che regolano funzioni importanti come la gestione metabolica dei grassi e degli zuccheri.

In conclusione:

  • Gli ormoni della tiroide hanno una corsia preferenziale, all’interno della cellula, per trasmettere i loro messaggi
  • Diversi fattori modulano l’effetto finale dei messaggi trasmessi da T3 e T4 alla cellula
  • Tali meccanismi confermano l’importanza degli ormoni tiroidei nel mantenimento dell’equilibrio di funzionamento di tutti gli organi e i tessuti.

In questa sezione troverete i seguenti capitoli

Tommaso Sacco

Fonte: Thyroid Hormone Regulation of Metabolism; Physiological Reviews, 2014 Apr; 94(2): 355–382.