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Gli effetti degli ormoni tiroidei su energia e peso

Gli effetti degli ormoni tiroidei su energia e peso

Gli effetti degli ormoni della tiroide sul peso sono fra i più discussi, soprattutto perché tanti tendono ad attribuire a tali effetti il loro sovrappeso o la loro obesità. A questo proposito, è doverosa una premessa: rispetto alla frequenza per cui le persone ritengono la causa del loro eccesso di peso sia una disfunzione della tiroide o di qualche altra ghiandola, i casi in cui tale relazione viene confermata da opportune verifiche sono molto pochi. Quasi sempre, invece, il problema si spiega con un eccessivo introito di calorie al quale corrisponde un’insufficiente consumo delle calorie stesse con l’attività fisica. Resta comunque l’evidenza di aumenti del peso dovuti all’ipotiroidismo e casi di ipertiroidismo nei quali si osserva un calo ponderale.

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Gli effetti degli ormoni della tiroide sul peso vanno riferiti a varie azioni. Innanzitutto, essi sono fattori di regolazione molto importanti per il metabolismo energetico basale, che corrisponde, per convenzione al metabolismo energetico a riposo. Il metabolismo energetico a riposo costituisce, nei soggetti normali, la maggiore quota di energia spesa dall’organismo. I due fattori dai quali è influenzato più profondamente sono la quantità di massa magra presente nell’organismo e, appunto, le concentrazioni nel sangue degli ormoni della tiroide e gli effetti che essi esercitano sulle cellule. Senza entrare nel dettaglio dei complessi meccanismi attraverso i quali gli ormoni tiroidei sviluppano il loro effetto, può essere sufficiente riportare che essi stimolano la produzione nella cellula dell’adenosin-trifosfato, comunemente abbreviata in ATP e che modula alcune funzioni dei mitocondri, specificatamente coinvolte nell’utilizzo dei substrati energetici. Ne consegue che, in presenza di iper- e ipotiroidismo, ci sono un maggiore o un minore consumo di energia per il metabolismo energetico a riposo che, a parità di assunzione di calorie, possono determinare riduzioni o aumenti di peso.

Fra le funzioni che rientrano nel metabolismo energetico basale, c’è la termogenesi. Il principale processo di termogenesi permette, generando calore, di mantenere costante la temperatura dell’organismo. Esiste poi un altro tipo di termogenesi, che si sviluppa dopo i pasti e per questo è definita postprandiale. Sia la prima, che la seconda, sono sottoposte a due sistemi principali di controllo, quello degli ormoni della tiroide e quello del sistema nervoso centrale. Anche riguardo a questa azione, le evidenze raccolte nella pratica clinica forniscono conferme. Infatti, le persone con ipertiroidismo hanno una produzione di calore aumentata e, per questo, sopportano peggio temperature elevate dell’ambiente in cui si trovano. Al contrario, quelle con ipotiroidismo resistono meno al freddo. Un altro meccanismo interessante è quello che lega ormoni tiroidei, termogenesi e tessuto adiposo bruno. Quest’ultimo ha un ruolo importante nella termogenesi perché, rispetto al tessuto adiposo bianco, permette una fornitura molto più rapida dei grassi utilizzati come energia per produrre calore. Gli ormoni della tiroide, e in particolare la T4, hanno dimostrato, in modelli di laboratorio, di attivare la termogenesi nel tessuto adiposo bruno. Facendo riferimento a quanto riportato finora, è facile comprendere la relazione fra ormoni della tiroide e peso, d’altra parte, anche le evidenze dirette forniscono chiare conferme di tale relazione. Basti pensare all’aumento ponderale dell’ipotiroidismo e al riscontro di una riduzione del peso nelle persone con ipotiroidismo messe in cura con levotiroxina. Valutazioni più approfondite hanno rilevato che tale calo ponderale si associa a un aumento del metabolismo energetico basale e a una perdita di liquidi, ma non a un aumento della massa magra. La spiegazione sarebbe che l’aumentata disponibilità degli ormoni tiroidei farebbe crescere anche l’appetito e l’assunzione di cibo e, in particolare, di alimenti con elevato contenuto di zuccheri: negli ipertiroidei si osserva un maggiore introito di carboidrati, che viene annullato dalla cura dell’ipertiroidismo stesso. Da quanto sopra riportato, si potrebbe pensare che l’assunzione di molecole analoghe agli ormoni tiroidei sia una “scorciatoia” per ottenere un calo di peso nelle persone con normale funzione della tiroide. Anni fa ci fu anche qualche medico e qualche farmacista che preparava pillole contenenti tali prodotti associati ad anfetamine e altri farmaci poi proibiti. Questo impiego delle molecole analoghe agli ormoni tiroidei è dannoso e pericoloso ed è stato vietato da tutte le Autorità Sanitarie.

In conclusione, un corretto livello degli ormoni della tiroide contribuisce a mantenere il giusto equilibrio di:

  • metabolismo energetico a riposo
  • utilizzo dell’energia nella termogenesi
  • assunzione di cibo
  • peso corporeo.

D’altra parte, una corretta definizione del ruolo di un’eventuale disfunzione tiroidea nel modificare questi meccanismi, non può prescindere da un’accurata verifica nel tempo degli stessi e da una valutazione complessiva da parte del medico di riferimento.

Vedere anche in Gli effetti degli ormoni tiroidei

Tommaso Sacco

Fonte: Thyroid Hormone Regulation of Metabolism; Physiological Reviews, 2014 Apr; 94(2): 355–382.