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Gli effetti degli ormoni tiroidei su cuore e apparato cardiovascolare

Gli effetti degli ormoni tiroidei su cuore e apparato cardiovascolare

Il fatto che nelle persone che hanno un ipertiroidismo sia di frequente riscontro l’aumento della frequenza cardiaca, mentre in quelle con ipotiroidismo si rilevi una riduzione del ritmo dei battiti del cuore, dà un’indicazione chiara della stretta relazione fra livelli degli ormoni della tiroide e funzione cardiovascolare. D’altra parte, gli ormoni tiroidei influenzano cuore e vasi in una maniera molto più profonda di quella che le sole modificazioni della frequenza cardiaca fanno immaginare. Innanzitutto anche a questo livello si riscontrano azioni altrettanto profonde quanto quelle osservate in altri organi e apparati. Infatti, gli ormoni della tiroide sviluppano sia effetti che coinvolgono l’espressione e la soppressione dei geni, sia altre azioni che esulano da tali processi. Ad esempio, a livello delle cellule che costituiscono il cuore, la T3 cambia la composizione delle catene di proteine che permettono la contrazione del muscolo e ciò modula la forza di contrazione del cuore. Un altro livello di intervento è quello che riguarda i flussi degli ioni di calcio, in quanto corrette concentrazioni di quest’ultimo elemento, nei diversi compartimenti delle cellule del cuore, sono indispensabili per l’efficacia delle sue contrazioni.

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Altre influenze degli ormoni tiroidei sull’organo non passano attraverso la modulazione dell’espressione dei geni, ma sono altrettanto importanti per mantenere gli equilibri di funzionamento dell’organo. Una relazione scoperta più di recente, ma considerata di grande rilevanza, è quella fra ormoni della tiroide e meccanismi di cardioprotezione. Tali meccanismi, nel loro insieme, servono a far fronte alle continue necessità di adattamento della struttura dell’organo alle variazioni delle richieste dell’organismo e a riparare i danni che subisce il cuore, come quelli provocati da un infarto del miocardio. Varie evidenze hanno indicato che gli ormoni della tiroide attivano meccanismi di cardioprotezione, stimolano la crescita delle cellule, favoriscono la formazione di nuovi vasi e permettono un adattamento del metabolismo del tessuto del cuore in base alle necessità. Anche sui vasi sanguigni, gli effetti degli ormoni della tiroide sono rilevanti e riguardano sia la funzione delle cellule, definite endoteliali, che ne tappezzano il lume, sia il tono del muscolo liscio, presente nella parete dei vasi, dal quale dipendono vasodilatazione e vasocostrizione.

 

Venendo a meccanismi che non coinvolgono direttamente cuore e vasi, ma che si ripercuotono sulla loro integrità e sul loro funzionamento, è bene aggiungere che esiste una relazione fra ormoni tiroidei e rischio di formazione di trombi. Ciò è confermato dal fatto che, nell’ipertiroidismo, il rischio di formazione di trombi aumenta sensibilmente. Considerati i molteplici effetti degli ormoni tiroidei su cuore e vasi, è chiaro che gli effetti delle disfunzioni della tiroide vanno oltre la sola variazione della frequenza cardiaca. Infatti, nell’ipertiroidismo, oltre all’aumento del ritmo dei battiti, si osservano un incremento del volume di sangue pompato ad ogni contrazione, un aumento della forza della contrazione stessa e queste modifiche, insieme alla vasocostrizione nelle parti periferiche dell’organismo, possono provocare ipertensione arteriosa. Questo insieme di alterazioni, che di solito si risolve curando adeguatamente l’ipertiroidismo, può evolvere in quadri più gravi, se non viene ristabilito l’eutiroidismo. Ad esempio, in termini di alterazioni della frequenza, si può verificare una fibrillazione atriale, sempre in conseguenza degli effetti della T3 sulla funzione cardiaca. È vero che solo una limitata percentuale di persone con ipertiroidismo sviluppa fibrillazione atriale, circa il 10-15%, ma è altrettanto vero che si tratta di una prevalenza 20 o 30 volte superiore a quella della popolazione generale (0.5%). I fattori che aumentano la probabilità di comparsa della fibrillazione atriale nell’ipotiroidismo, sono: età, presenza di insufficienza cardiaca o di danni alle valvole del cuore. Altre conseguenze degli effetti cardiaci degli ormoni tiroidei, nell’ipertiroidismo non adeguatamente trattato, possono essere lo sviluppo di infarto del miocardio o l’insufficienza cardiaca. Rispetto all’ipertiroidismo evidente da un punto di vista clinico, la forma subclinica espone a rischi minori di evoluzione verso quadri gravi delle alterazioni cardiovascolari, ma tali rischi superano comunque quelli rilevabili nella popolazione generale.

Sia l’ipotiroidismo clinicamente evidente, che quello subclinico, hanno effetti negativi su cuore e vasi e, anche in questi quadri le modificazioni non riguardano solo la frequenza cardiaca. Nell’ipotiroidismo si osservano, infatti, riduzione del ritmo dei battiti del cuore, minore riempimento dei ventricoli nella fase di diastole, diminuzione della forza di contrazione dell’organo e riduzione del volume di sangue pompato ad ogni contrazione. Oltre che sul cuore, l’ipotiroidismo ha effetti negativi anche sulla parete dei vasi, aumentando la contrazione dei muscoli che la compongono e favorendo l’accumulo di colesterolo nell’ambito della sua struttura. Come per l’ipertiroidismo, anche per le forme clinicamente evidenti e subcliniche dell’ipotiroidismo, il trattamento della disfunzione della tiroide minimizza o annulla gli effetti negativi sull’apparato cardiovascolare. Al contrario, il mancato ristabilimento di corretti livelli degli ormoni della tiroide, aumenta il rischio che all’ipotiroidismo si associno malattie cardiovascolari gravi. In alcune statistiche si è rilevato che la presenza di ipotiroidismo si associa a un maggiore rischio di decesso da eventi cardiovascolari.

In conclusione, un corretto livello degli ormoni della tiroide contribuisce a mantenere il giusto equilibrio di:

  • ritmo delle contrazioni del cuore
  • forza di contrazione del cuore
  • volume di sangue pompato a ogni contrazione
  • contrazione dei muscoli della parete dei vasi sanguigni
  • pressione arteriosa
  • formazione di trombi.

Vedere anche in Gli effetti degli ormoni tiroidei

Tommaso Sacco

Fonte: Thyroid Hormone Regulation of Metabolism; Physiological Reviews, 2014 Apr; 94(2): 355–382.