Un decalogo per il corretto consumo di latte e yogurt

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Un decalogo per il corretto consumo di latte e yogurt

In Italia si stima che negli ultimi anni il consumo giornaliero di latte e yogurt si sia notevolmente ridotto e che in diverse fasce di età sia basso e lontano dalle raccomandazioni per la maggior parte della popolazione.

Tenendo conto che latte e di yogurt sono prevalentemente consumati a colazione e merenda, i dati dell’indagine di OKKIO alla Salute 2019 indicano che solo il 64,5% dei bambini italiani consuma latte e/o yogurt a colazione e/o merenda, compresa la merenda eventualmente fornita dalla scuola.

Il Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale del ministero della Salute ha elaborato un decalogo per il corretto consumo di latte e yogurt nell’alimentazione quotidiana, al fine di favorirne il giusto apporto.

L’importanza del latte nell’alimentazione

Nel documento del Ministero sul razionale scientifico per il decalogo, si sottolinea che a livello mondiale, tutte le linee guida per una sana alimentazione indicano che il consumo di latte/yogurt si associa al mantenimento di un buono stato di salute e ne raccomandano un consumo quotidiano. Le linee guida italiane per una sana alimentazione (CREA 2019) raccomandano il consumo di 3 porzioni di latte al giorno pari a un quantitativo di 375 ml al giorno.

Secondo uno studio citato nel documento, un incremento di 200 ml (circa 1 tazza) di latte al giorno è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ictus, ipertensione, cancro del colon-retto, sindrome metabolica, obesità e osteoporosi. Associazioni benefiche sono state trovate anche per il diabete mellito di tipo 2 e il morbo di Alzheimer. Altri studi indicano che al consumo totale di latte e yogurt è stato anche associato a un minor rischio di Sindrome Metabolica e sue manifestazioni come iperglicemia, pressione arteriosa elevata, ipertrigliceridemia e basso colesterolo HDL.

Il consumo di latte in Italia

Secondo il documento del Ministero, si stima che il consumo giornaliero di latte si sia notevolmente ridotto passando dal 62,2% al 48,1% tra il 1998 e il 2020. Tale riduzione si è tradotta da una parte in un aumento del consumo non giornaliero e più occasionale che è passato (dal 18% al 28,7%) e dall’altra in un aumento di persone che non bevono latte (dal 17,2% al 22,2%).

La diminuzione del consumo giornaliero di latte si è osservata maggiormente nella fascia di età dei bambini, ragazzi e giovani di 6-24 anni, con punte di riduzione che si attestano in queste fasce di età intorno a circa il 20%. Le riduzioni più forti del consumo giornaliero sono registrate nel Nord (dal 61,3% del 1998 al 45,6% del 2020).

Le ragioni principali di questo calo sono dovute al cambiamento di abitudini a colazione. L’Istat ha documento che mentre la quota degli italiani che non fanno colazione è più o meno costante nel periodo 1998-2020, è invece in aumento nella fascia d’età più giovane. Si osserva anche una forte riduzione del consumo di latte a colazione che passa dal 56,6% al 45,6%.

Nello stesso periodo la diminuzione dell’abitudine al consumo di latte a colazione si è tradotta da una parte nell’aumento della quota di coloro che pur non bevendo il latte mangiano comunque qualcosa come biscotti, fette biscottate, brioche, ecc., con o senza bevande come il the o il caffè (+10%), oppure che fanno altri tipi di colazione a base ad esempio di yogurt, cereali, succhi di frutta ecc. (+5,4%).

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