Trattamento psicologico per l’obesità

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Trattamento psicologico per l’obesità

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’obesità è una patologia che si caratterizza per un accumulo di grasso corporeo con conseguenze anche importanti per lo stato di salute e la qualità della vita dell’individuo.

L’obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello mondiale e incide in maniera decisa sulla durata della vita perché può comportare l’insorgenza di varie patologie importanti.

L’obesità viene stabilita grazie all’indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index): quando questo è pari o superiore a 30 parliamo di obesità.

Perdere peso è un passo decisivo nel trattamento dei problemi di salute legati all’obesità. Per farlo è fondamentale attuare cambiamenti nel proprio stile di vita: seguire un’alimentazione adeguata, condurre una vita attiva e dedicarsi con costanza all’attività fisica; nei casi più gravi un valido aiuto può derivare dalla chirurgia.

Quali sono le cause dell’obesità?

L’obesità è, in genere, dovuta a uno squilibrio tra apporto e consumo energetico e questo sbilanciamento tra le calorie assunte e quelle consumate comporta un accumulo di grasso in eccesso: un ruolo fondamentale è rivestito dallo stile di vita, in particolare la sedentarietà, l’alimentazione, la quantità e la qualità del sonno notturno.

Condurre una vita poco attiva e improntata alla sedentarietà riduce la possibilità di bruciare calorie mentre un altro fattore che può causare un aumento del peso corporeo è l’alimentazione. Una dieta che preveda un’eccessiva introduzione di calorie e abitudini alimentari non salutari è decisiva nel contribuire all’obesità.

Vi sono poi altre condizioni favorenti: dormire poche ore nel corso della notte per esempio può generare squilibri ormonali con conseguente aumento di appetito e desiderio di cibi calorici e carboidrati.

Spesso associato all’aumento di peso, nonché al mantenimento dell’obesità, in alcuni casi anche suo determinante, è il disturbo da binge eating in cui, a ricorrenti episodi di abbuffata, caratterizzati dal mangiare in un determinato periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di ciò che normalmente si mangerebbe nello stesso intervallo e nelle stesse circostanze, si associa la sensazione di perdita di controllo durante l’episodio stesso, in assenza di sistematiche condotte compensatorie.

Trattare il disturbo da binge eating e la riduzione delle abbuffate potrebbe prevenire ulteriori aumenti di peso: infatti in queste condizioni il dimagrimento sarebbe moderato ma sostenuto nel tempo, anche se, va specificato, la tendenza a ingrassare non è determinata dalla frequenza ma piuttosto dalla quantità e qualità di cibo ingerito durante gli episodi di binge eating.

Tanti sono i fattori che possono determinare l’obesità ed è per questo che non solo è importante avere un approccio multidisciplinare, ma è fondamentale sottolineare l’importanza di un trattamento psicologico.

Il trattamento psicologico dell’obesità

Il trattamento psicologico dell’obesità si pone l’obiettivo di aiutare la persona a raggiungere un peso più sano e a mantenerlo nel tempo, modificando il suo stile di vita e i suoi atteggiamenti disfunzionali, lavorando fondamentalmente su più livelli:

  1. sulla psicoeducazione alimentare, che prevede la spiegazione di alcuni concetti chiave (indice di massa corporea, valore calorico dei cibi, conseguenze dell’obesità ecc.) e sostiene il paziente obeso nella definizione di una corretta e sana alimentazione;
  2. sulle convinzioni disfunzionali che rendono difficile seguire le indicazioni per perdere peso;
  3. sui comportamenti disadattivi e controproducenti messi in atto dal paziente;
  4. sulle emozioni del paziente;
  5. sulla famiglia del paziente obeso perché il binge eating disorder e la dipendenza da cibo possono rappresentare un sintomo di disagio a livello familiare.

Il primo passo fondamentale è un attento lavoro sulla motivazione e sulla definizione degli obiettivi: si valuta con il paziente la sua reale motivazione, esponendo costi e benefici della terapia, e stabilendo un obiettivo chiaro e dei tempi definiti.

È fondamentale, durante tutta la terapia psicologica, che il paziente compili giornalmente il “Diario alimentare” per monitorare le sue abitudini alimentari e i pensieri e comportamenti disfunzionali relativi al mangiare, che influenzano l’assunzione del cibo (luogo e circostanze, persone presenti, emozioni, pensieri ecc.).

Dopo aver raggiunto un livello di motivazione elevato, può iniziare il vero percorso psicoterapico attraverso il quale il paziente mette in luce i propri disagi, assume consapevolezza di cosa è accaduto durante il suo processo evolutivo e analizza le sue risorse e punti di debolezza.

Due passi importanti sono il riconoscimento e la gestione delle emozioni.

 È fondamentale insegnare al paziente a riconoscere quali sono pensieri ed emozioni che lo espongono al rischio di ricadute e i comportamenti controproducenti (ad esempio, insegnargli a gestire emozioni negative come rabbia, frustrazione, paura e tristezza senza ricorrere ad abbuffate); ed è importante aiutarlo nel riconoscimento dei segnali di fame e sazietà: spesso i pazienti in sovrappeso hanno difficoltà nel riconoscere i segnali di fame e sazietà. Mangiano ad esempio per gratificarsi o gestire un disagio (emozioni negative quali frustrazione, tristezza, paura o rabbia) anche se non hanno fame. Insegnare a mangiare in risposta alla fame e a smettere in risposta a uno stimolo di sazietà può ridurre il rischio di comportamenti alimentari indesiderati.

Un altro aspetto importante è l’analisi delle relazioni che il paziente ha con la propria famiglia, il ruolo che riveste e la comunicazione esistente in famiglia.

Rivivere la storia del paziente per darne un nuovo significato, mettendo in luce aspetti che lo hanno condotto al disagio psicologico, comprendere la sua dipendenza e le origini delle sue problematiche, saranno dei momenti fondamentali per il processo di guarigione.

Lo psicologo è il professionista della salute specializzato in comportamenti, emozioni e pensieri. Per questo motivo, è lo specialista che può aiutare chi ha difficoltà nella gestione delle emozioni in modo positivo e vantaggioso per alimentare la propria autostima.

Un intervento finalizzato alla cura dell’obesità non è completo se non è inclusa una terapia psicologica nel percorso di cura. Se viene trattato solo il sovrappeso, l’individuo, perdendo peso, diventa motivato, arricchisce forza personale e migliora la sua autostima, tuttavia, non comprende la radice del problema: il ruolo emotivo del cibo e le abitudini scorrette.

È fondamentale concepire l’obesità come un problema di salute nel quale le variabili psicologiche giocano un ruolo importante. Se lo intendiamo come un disturbo che va oltre la dimensione fisica, potremo comprendere meglio la qualità della vita di chi soffre di questo problema di salute.

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Bibliografia di riferimento

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  • Barnes RD, Blomquist KK, Grilo CM. Exploring pretreatment weight trajectories in obese patients with binge eating disorder. Compr Psychiatry 2011;52(3):312-8.
  • Cuzzolaro M, Piccolo F, Speranza AM. Anoressia, Bulimia, Obesità – Disturbi dell’alimentazione e del peso corporeo da 0 a 14 anni. Carocci Editore, Roma, 2009.
  • Dalle Grave R, Centis E, Marzocchi R, et al. Major factors for facilitating change in behavioral strategies to reduce obesity. Psychol Res Behav Manag.2013;6:101-10.
  • Duchesne M, Mattos P, Appolinário JC, et al. Assessment of executive functions in obese individuals with binge eating disorder. Braz J Psychiatry 2010;32(4):381-8.

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