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Le tasse sulle bevande zuccherate impiegate per migliorare le abitudini alimentari

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Le tasse sulle bevande zuccherate impiegate per migliorare le abitudini alimentari

Un articolo pubblicato da esperti statunitensi ha riportato informazioni su come sono stati utilizzati i fondi delle tasse imposte sulle bevande zuccherate in sette città degli Stati Uniti. Parte del denaro è stato investito nella realizzazione di progetti educativi su come mangiare in modo più sano.

In vari Paesi sono state introdotte tasse sulle bevande zuccherate con l’obiettivo di ridurne il consumo, attribuendo a esse un ruolo importante nella diffusione sempre maggiore dell’obesità. Dove sono state introdotte, e anche dove sono state solo proposte, esse hanno suscitato polemiche riguardo alla loro reale utilità. Sette città degli Stati Uniti hanno introdotto tasse sulla vendita delle bevande zuccherate e l’andamento del consumo di queste ultime è diminuito significativamente, a dimostrazione dell’efficacia del provvedimento nel raggiungere il suo obiettivo primario. Krieger e colleghi hanno riportato informazioni su come sono state utilizzate le cifre raccolte con questa tassazione. Ogni anno le tasse sulla vendita delle bevande zuccherate ha generato un introito di 133.9 milioni di dollari, che è rimasto stabile nel tempo. Analizzando le cifre incassate nelle diverse città, si è andati dai 300.000 dollari annui di Albany (California), ai 77.7 milioni di Filadelfia (Pensilvania), in base a numerosità della popolazione, percentuale di tassazione sul prezzo e volumi delle vendite. La quota principale degli introiti è stata investita per raggiungere obiettivi relativi al miglioramento della salute della comunità: 100% ad Albany, 92% a Berkeley (California), 87% a Boulder (California) e 79% a San Francisco (California). A Oakland (California) e a Seattle (Washington) le cifre incassate sono state suddivise tra progetti riguardanti la salute (51% a Oakland e 41% a Seattle) e altri mirati a far crescere il capitale umano e comunitario (45% a Oakland e 47% a Seattle). A Filadelfia il 91% degli incassi è stato devoluto a scopi di questo tipo. Sul totale delle tasse incassate, 36.9 milioni di dollari sono stati usati per raggiungere obiettivi della dieta. In particolare, 17.2 milioni sono stati impiegati per facilitare l’accesso a cibi e bevande sani, in gran parte con forniture dirette o, in alternativa, offrendo sussidi per il loro acquisto. Ad esempio, 9.1 milioni sono stati devoluti al progetto “cibi su ruote” per gli anziani, per servire alimenti sani a scuola e per creare e sostenere “banche del cibo”. Per quanto riguarda i sussidi, 4.6 milioni sono andati a coprire buoni per l’acquisto di frutta e verdura e per la fornitura gratuita di frutta e verdura in strutture sanitarie. Anche progetti relativi all’attività fisica sono stati sviluppati grazie agli introiti delle tasse sulle bevande zuccherate: 6.1 milioni sono stati devoluti alla messa a punto di protocolli di esercizio fisico per comunità giovanili o a sussidi per favorire attività sportive o alla fornitura di biciclette e altre attrezzature per l’attività fisica a persone con ridotte possibilità economiche.

I dati riportati da Krieger e colleghi dimostrano il doppio beneficio che può generare la tassazione di cibi o bevande poco sani: la riduzione del loro consumo e il finanziamento di progetti che migliorano l’alimentazione e la salute pubblica.         

Tommaso Sacco

Fonte: How sugar-sweetened beverage tax revenues are being used in the United States; Preventive Medicine Reports 2021; 23: 101388

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