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Il sonno è sincronizzato con i cicli lunari?

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Il sonno è sincronizzato con i cicli lunari?

Uno studio ha valutato la relazione fra i cicli della luna e il sonno. I risultati hanno indicato che ci si addormenta più tardi e ci si sveglia prima nelle notti che precedono la luna piena, quando la luce della luna è visibile al crepuscolo.

I tempi e la durata del sonno sono cambiati in maniera molto ampia nel corso dell’evoluzione della specie umana, adeguandosi alle modificazioni dell’organizzazione della società e delle attività svolte per la sussistenza degli individui. L’uomo, non avendo specifiche capacità di vedere al buio che hanno altre specie animali, è un essere prevalentemente diurno. Si ritiene che le popolazioni nomadi ancestrali regolassero il loro sonno facendolo coincidere con il crepuscolo, cioè il sopraggiungere della notte, in quanto al buio non sarebbe stato sicuro cacciare e raccogliere cibo. In tempi molto più recenti, con la diffusione della luce artificiale, sono avvenuti i sopracitati adattamenti, che nel maggior parte dei casi hanno modificato radicalmente quelle remote abitudini. Casiraghi e colleghi hanno usato uno strumento denominato actigrafo per misurare un’eventuale sincronizzazione dei tempi di sonno notturno con i cicli della luna. L’actigrafo è uno strumento che si indossa come un orologio da polso 24 ore su 24 e per periodi fino a 15 giorni. Questo dispositivo contiene sensori che registrano movimenti anche minimi. Le informazioni che raccoglie forniscono indicazioni utili a identificare le fasi di sonno e di veglia. L’actigrafo può registrare anche dati relativi a temperatura corporea e luce e rumore nell’ambiente dove si trova l’individuo che lo indossa. La valutazione è stata fatta in tre comunità di una Regione dell’Argentina denominata Formosa. Gli abitanti di questa area un tempo erano cacciatori-raccoglitori, cioè avevano abitudini non così diverse da quelle dei progenitori della specie umana. Oggi in parte hanno mantenuto tali comportamenti e in parte sono passati ad abitudini più moderne, andando a vivere in centri abitati più o meno grandi. L’ipotesi dalla quale sono partiti i ricercatori è che nelle comunità che vivevano senza l’elettricità, nelle notti nelle quali c’era la luce della luna si sarebbero svolte più attività e il sonno sarebbe durato meno. In particolare, Casiraghi e colleghi hanno valutato tre comunità che vivevano rispettivamente: in un centro abitato con pieno accesso alla luce elettrica, in un’area rurale con limitata disponibilità di quest’ultima e in un’altra zona di campagna senza elettricità. Le informazioni raccolte con l’actigrafo hanno confermato che dove c’era la luce elettrica il sonno compariva più tardi e durava meno. Inoltre, si è rilevato che, sia la comparsa del sonno che la sua durata, erano correlate all’andamento del ciclo della luna, sia nei singoli individui che nell’insieme delle comunità. I picchi di orario della comparsa del sonno e della sua durata si sono verificati fra 3 e 5 giorni prima della notte della luna piena. Le variazioni della durata del sonno durante il ciclo della luna sono oscillate tra 20 e 90 minuti in ciascun individuo e non sono state significativamente differenti nelle tre comunità analizzate.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i risultati del loro studio hanno dimostrato la sincronizzazione dei tempi del sonno con il ciclo della luna in comunità che vivevano in contesti ambientali molto diversi. Dalle interviste fatte ai membri di tali comunità è emerso che per chi viveva senza la luce elettrica, le notti con la luce della luna erano fondamentali per svolgere attività altrimenti impossibilitate, ma questo non valeva per chi aveva la luce elettrica. Ulteriori ricerche dovranno confermare le evidenze raccolte e chiarire i meccanismi della relazione fra cicli lunari e sonno. 

Tommaso Sacco

Fonte: Moonstruck sleep: Synchronization of human sleep with the moon cycle under field conditions; Science Advances 2021; 7 : eabe0465                   

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