Impiego di sigarette elettroniche e di altri dispositivi e disassuefazione dal fumo   

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Impiego di sigarette elettroniche e di altri dispositivi e disassuefazione dal fumo   

Un gruppo internazionale di esperti ha eseguito uno studio per valutare la relazione tra uso di sigarette elettroniche e di dispositivi riscaldatori di tabacco, fumo di sigarette e abbandono del fumo in Europa. I risultati hanno evidenziato che più persone che utilizzano tali dispositivi cercano di smettere di fumare, ma lo fanno senza ausili che le aiutino a raggiungere l’obiettivo.

L’uso del tabacco continua a provocare il decesso di milioni di persone in Europa e nel Mondo. Mentre la diffusione del fumo di tabacco sta diminuendo nei Paesi Europei, la popolarità delle sigarette e dei dispositivi riscaldatori di tabacco, che rilasciano nicotina, sta aumentando. Complessivamente la prevalenza del fumo di tabacco e dell’uso delle sigarette elettroniche e dei dispositivi riscaldatori di tabacco in Europa è tra le più alte nel Mondo. Nonostante le differenze tecniche nella loro progettazione, sigarette elettroniche e dispositivi riscaldatori del tabacco condividono molte caratteristiche come: confezioni accattivanti, nella di aromi e il fatto di essere una novità, cosa che li rende molto popolari tra adolescenti e giovani adulti. Inoltre, nell’ambito delle direttive relative ai prodotti da fumo, sigarette elettroniche e dispositivi riscaldatori di tabacco non sono sottoposti agli stessi limiti che riguardano sigarette, e altri prodotti tradizionali a base di tabacco, circa confezionamento, aromatizzazione, etichettatura e tassazione. Un aspetto chiave della comunicazione, a proposito dei dispositivi, è che i produttori ne vantano i ridotti rischi rispetto alle sigarette, nonostante le evidenze raccolte sui loro effetti sulla salute siano tutt’altro che conclusive. Un altro aspetto dibattuto è se “fumare” sigarette elettroniche e dispositivi riscaldatori di tabacco favorisca l’abbandono del fumo. In ambito sperimentale si sono evidenziati effetti positivi in questo senso, mentre nel mondo reale non c’è stata conferma a tali riscontri. El Asmar e colleghi hanno eseguito uno studio per valutare il ruolo delle sigarette elettroniche e dei dispositivi riscaldatori di tabacco nell’abbandono del fumo in 28 Paesi Europei. Si è fatto riferimento a un campione di soggetti residenti in questi Paesi con età maggiore o uguale a 15 anni. Si è utilizzato un metodo statistico denominato analisi della regressione multilivello per verificare le differenze nell’abbandono del fumo da parte dei fumatori di tabacco e degli utilizzatori dei dispositivi. I risultati hanno indicato che il 51.1% dei fumatori di tabacco e il 27.1% degli utilizzatori di sole sigarette elettroniche e di dispositivi riscaldatori di tabacco non aveva mai provato a smettere di fumare. Inoltre, la maggior parte (75.8%) degli ex fumatori di sigarette e di chi le fumava ancora e aveva provato a smettere, lo aveva fatto senza alcuna assistenza. Solo il 28.8% di essi aveva tentato almeno una volta con l’aiuto di un ausilio. Gli ausili ai quali hanno fatto ricorso più spesso (13.4%) sono stati preparati a base di nicotina o farmaci, mentre le sigarette elettroniche erano state usate a questo scopo solo nell’11.3% dei casi. Il 58.8% di chi usava solo sigarette elettroniche o dispositivi riscaldatori di tabacco, e non sigarette con tabacco, aveva provato a smettere di fumare senza assistenza e impiegando, nel 39.5% dei casi, uno degli ausili sopra citati.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che in Europa gli utilizzatori di sigarette elettroniche e di dispositivi riscaldatori di tabacco provano a smettere di fumare senza cercare assistenza, ma fanno ricorso ad ausili, come preparati a base di nicotina e farmaci, più spesso rispetto ai fumatori di tabacco. Hanno aggiunto che i servizi sanitari dedicati alla disassuefazione dal fumo dovrebbero considerare questa specifica utenza per fornire un’assistenza adeguata.                     

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