Sta scendendo il consumo di frutta e verdura in Italia

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Sta scendendo il consumo di frutta e verdura in Italia

Secondo la sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), il consumo di frutta e verdura in Italia sta progressivamente calando.  

La sorveglianza Passi si caratterizza come una sorveglianza in sanità pubblica che raccoglie, in continuo e attraverso indagini campionarie, informazioni dalla popolazione italiana adulta (18-69 anni) sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione. I temi indagati sono il fumo, l’inattività fisica, l’eccesso ponderale, il consumo di alcol, la dieta povera di frutta e verdura, ma anche il controllo del rischio cardiovascolare, l’adesione agli screening oncologici e l’adozione di misure di sicurezza per la prevenzione degli incidenti stradali, o in ambienti di vita di lavoro, la copertura vaccinale antinfluenzale e lo stato di benessere fisico e psicologico, e ancora alcuni aspetti inerenti la qualità della vita connessa alla salute. 

I dati di sorveglianza del periodo 2017-2020 sul consumo di frutta e verdura indicano che meno di 5 adulti su 10 consumano 1-2 porzioni di frutta o verdura al giorno, 4 su 10 ne consumano 3-4 porzioni, mentre appena 1 su 10 ne consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, ovvero 5 porzioni al giorno (il cosiddetto five a day) . Una piccola quota di persone (meno del 3%), dichiara di non consumare né frutta né verdura. 

Consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno cresce con l’avanzare dell’età, è più frequente fra le donne, tra le persone senza difficoltà economiche e tra le persone più istruite, ma resta un’abitudine che coinvolge poche persone, mai oltre il 12% neppure fra i maggiori consumatori. 

L’adesione al “cinque al giorno” è significativamente più bassa nelle Regioni nel Centro-Sud rispetto a quelle del Nord Italia, ad eccezione della Sardegna in cui il consumo di 5 porzioni al giorno è fra i più alti.

Già relativamente bassa la quota di persone che aderisce al five a day è anche in diminuzione nel tempo e i dati del 2020 confermano questo andamento; solo nelle Regioni del Centro Italia si era intravisto un aumento significativo dal 2013 che poi si è interrotto per stabilizzarsi, mentre nelle Regioni settentrionali continua l’andamento in diminuzione partito dal 2008 e in quelle del Sud resta sostanzialmente stabile.

Se l’adesione al five a day resta un’abitudine di pochi, quasi la metà della popolazione consuma almeno 3 porzioni di frutta o verdura al giorno; le caratteristiche di chi ha comunque questa buona abitudine restano significativamente associate al genere femminile, all’età, al vantaggio socioeconomico, per risorse finanziarie, livello di istruzione e cittadinanza italiana, e alla residenza nelle Regioni del Centro-Nord del Paese. 

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Fonte: Epicentro

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