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Rivalutata l’efficacia di due tipi di farmaci usati nell’asma

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Rivalutata l’efficacia di due tipi di farmaci usati nell’asma

Una recente analisi ha valutato se due categorie di farmaci denominati, rispettivamente, antagonisti dei recettori muscarinici e beta-agonisti, costituiscano utili terapie aggiuntive, quando associate ai corticosteroidi da assumere per inalazione, per il trattamento dell’asma persistente nei soggetti di 12 anni di età o più.

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Nel trattamento dell’asma si usano, in alternativa o in combinazione con i corticosteroidi, due classi di farmaci denominati, rispettivamente, antagonisti dei recettori muscarinici e beta-agonisti. I primi si legano a specifici recettori localizzati negli strati muscolari presenti nella parete dei bronchi, ed evitano, o riducono, la broncocostrizione, ossia il restringimento del lume di queste strutture dovuta, ad esempio, all’infiammazione. I secondi hanno un effetto finale simile, legandosi ad altri recettori.

Sono stati analizzati i risultati di 15 studi controllati randomizzati, che avevano arruolato complessivamente 7122 persone con asma persistente non controllata dal trattamento. Una prima serie di pubblicazioni è stata identificata con un metodo specifico. Fra queste, sono state selezionate, secondo criteri rigorosi, quelle più affidabili, poi esaminate in modo indipendente da due esperti, per evitare che giudizi soggettivi condizionassero gli esiti dell’analisi.

Gli autori hanno concluso che:

  • L’aggiunta, a un corticosteroide inalatorio, di un antagonista dei recettori muscarinici a lunga durata d’azione si associa a una significativa riduzione, rispetto all’associazione fra corticosteroidi e placebo, del rischio di riacutizzazioni dei sintomi dell’asma che richiedono, appunto, la somministrazione di corticosteroidi (rischio relativo = 0,67; intervallo di confidenza al 95% 0,48-0,92).
  • Confrontata con l’aggiunta ai corticosteroidi di un beta-agonista a lunga durata d’azione, l’associazione fra antagonista dei recettori muscarinici a lunga durata d’azione e corticosteroidi non determina differenze significative, in termini di probabilità di riacutizzazioni dei sintomi dell’asma.
  • In nessuno dei due suddetti confronti, cioè in quello fra antagonista dei recettori muscarinici e placebo e in quello fra antagonista dei recettori muscarinici e beta-agonista, si sono rilevate differenze in termini di utilizzo di farmaci sintomatici e di qualità di vita.
  • L’impiego di un antagonista dei recettori muscarinici a lunga durata d’azione insieme a un beta-agonista a lunga durata d’azione e a un corticosteroide inalatorio, cioè l’associazione fra i tre tipi di farmaci di solito combinati a due a due, non ha fornito alcun beneficio aggiuntivo.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Long-Acting Muscarinic Antagonists plus Inhaled Steroids is Equal to Long-Acting Beta-Agonists Plus Inhaled Steroids; American Family Physician. 2018 Oct 15;98(8)