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Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle conoscenze relative all’allergia agli acari della polvere

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Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle conoscenze relative all’allergia agli acari della polvere

L’allergia agli acari della polvere, anche se meno citata sui mezzi di comunicazione di altri tipi di allergia, come quella agli alimenti, resta la causa più frequente di atopia e di malattia allergica in tutto il mondo. Una revisione della letteratura ha passato in rivista le attuali conoscenze sull’argomento.

Gli acari della polvere che sono più spesso causa di allergia hanno le seguenti denominazioni: Dermatophagoides pteronyssinus, Dermatophagoides farinae, Euroglyphus maynei e Blomia tropicalis. Tutti appartengono alla classe degli aracnidi, cioè la stessa dei ragni, e hanno 8 zampe. Gli acari vivono circa 3 mesi e, in questo periodo, attraversano vari stadi di evoluzione, che vanno da quello di uovo a quello di insetto adulto. In quest’ultimo stadio, raggiungono le dimensioni comprese fra un terzo e un quarto di millimetro e, per questo, sono poco o per nulla visibili a occhio nudo. La distribuzione degli acari nelle diverse aree geografiche è condizionata dalla presenza di gradi di umidità sufficienti al loro sviluppo e la loro crescita nei vari substrati favorita dalla ridotta illuminazione. L’allergia agli acari si sviluppa per il contatto di loro particelle con le congiuntive, con le mucose delle vie aeree e dell’intestino e con la pelle e la sensibilizzazione allergica induce la comparsa di sintomi a carico dei rispettivi tessuti e organi. Le particelle originate dagli acari che provocano le reazioni allergiche derivano dalle feci, ma anche da parti dell’organismo di questi insetti. Sono dotate della capacità di metabolizzare le proteine e presentano strutture molecolari simili a componenti dell’organismo umano, come i recettori toll like, o di altri organismi, come la tropomiosina, una molecola contenuta nelle fibre contrattili degli invertebrati. L’effetto di distruzione delle proteine delle particelle derivate dagli acari è molto importante perché crea brecce nella struttura della pelle, stimola specifici recettori, presenti in questo organo, che provocano la comparsa di prurito e disfunzioni di vario tipo, anche per il rilascio di citochine. Altre componenti degli acari, come la chitina, porzioni di DNA dell’acaro stesso o di batteri in esso contenuti e composti denominati endotossine, attivano la reazione dei macrofagi e di altre cellule simili del sistema immunitario, amplificando la sensibilizzazione allergica, sia  verso gli allergeni degli acari, che verso altri tipi di allergene. L’allergia agli acari si manifesta più spesso con congiuntiviti, riniti, asma e dermatite atopica e consegue, come riportato in precedenza, al contatto degli specifici antigeni con le mucose o con la pelle. Esistono anche quadri di reazione sistemica. Essi consistono nello sviluppo, ad esempio, di riniti e di asma, dopo l’ingestione di invertebrati come scampi e lumache o di cibi contaminati da acari della polvere.

Secondo l’autore della revisione, al di là dell’importanza degli acari come fonte diretta di allergeni, la comprensione dei meccanismi dell’allergia che essi provocano è utile, in generale, per comprendere come si sviluppano le reazioni allergiche.

Tommaso Sacco

Fonte: The Role of Dust Mites in Allergy; Clinical Reviews in Allergy & Immunology, 2018 Jun 23

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