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Reazioni allergiche da tatuaggi: definito un altro meccanismo di sviluppo delle allergie

Notizia |time pubblicato il
Reazioni allergiche da tatuaggi: definito un altro meccanismo di sviluppo delle allergie

Un gruppo di esperti ha studiato i meccanismi relativi alle reazioni allergiche ai tatuaggi. I risultati hanno rivelato che, oltre alle allergie ai pigmenti impiegati per creare i tatuaggi, se ne possono sviluppare altre ai metalli dell’ago, che si consuma nel corso della procedura.

Le reazioni allergiche sono la conseguenza indesiderata più frequente dei tatuaggi. Ad esempio in un laboratorio danese si è registrata una prevalenza del 37% di tali reazioni sul totale delle persone sottoposte alla procedura. Incrociando un dato di questo tipo con quello della diffusione della moda dei tatuaggi, oggi si stima che le percentuali di persone che li hanno vari fra l’8.5 e il 24% in Europa e negli Stati Uniti, si può avere un’idea della dimensione del rischio complessivo di allergie da tatuaggi. Per conoscere meglio i meccanismi alla base di queste reazioni allergiche, in prima istanza ci si è focalizzati sulla caratterizzazione dei pigmenti che provocano le allergie e dei meccanismi che supportano queste ultime. Tali analisi hanno dimostrato che, fra gli elementi all’origine delle allergie indotte dai tatuaggi, ci sono metalli come: cromo, mercurio, cobalto e nichel e alcuni degli inchiostri utilizzati nelle procedure contengono tali sostanze anche come impurità. Un’altra ipotesi formulata è stata quella che alcuni elementi metallici potessero arrivare a provocare allergie dopo essere stati rilasciati dagli aghi utilizzati nelle procedure di tatuaggio. Schreiver e colleghi hanno eseguito uno studio, utilizzando tecniche molto raffinate, per verificare la fondatezza di questa ipotesi. Sono state analizzate particelle ricavate dalla pelle e dai linfonodi di donatori deceduti utilizzando uno strumento denominato nano-XRF sincrotrone e per definire la dimensione delle particelle e la loro composizione in elementi. In particolare, sono stati selezionati campioni nei quali i tatuaggi avessero colori brillanti come verde, blu e rosso, con l’obiettivo di ottenere particelle contenenti biossido di titanio. Si è osservato che tutti gli elementi derivanti dal tatuaggio individuati nella pelle erano stati trasportati fino ai linfonodi corrispondenti a quell’area di cute, senza cambiamenti significativi della loro misura. Ulteriori verifiche sono state eseguite per determinare l’origine degli elementi metallici riscontrati nei tessuti analizzati. I risultati hanno indicato che alcuni di essi derivavano dal consumo dell’ago utilizzato per il tatuaggio e che tali elementi avevano provocato reazioni allergiche. Nelle conclusioni gli autori hanno riassunto le principali evidenze emerse dal loro studio. La prima è che tutte le particelle derivanti dalla procedura di tatuaggio, sia quelle presenti negli inchiostri, che quelle rilasciate dal consumo dell’ago, non restano confinate alla pelle, ma si depositano nei linfonodi. La seconda riguarda il rilascio di cromo e nichel da parte dell’ago usato per il tatuaggio che, come hanno sottolineato, va considerata come ulteriore fonte di allergie o di altri danni per la salute. A questo proposito aggiungono che il potenziale impatto di quest’ultimo meccanismo non è ad oggi tenuto in considerazione nelle normative che regolano le procedure di tatuaggio.    

Tommaso Sacco

Fonte: Distribution of nickel and chromium containing particles from tattoo needle wear in humans and its possible impact on allergic reactions; Particle and Fibre Toxicology (2019) 16:33

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