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Orticaria solare: una patologia con molti lati oscuri

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Orticaria solare: una patologia con molti lati oscuri

Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sull’orticaria solare, una reazione allergica provocata dall’esposizione della pelle alla luce. Fra le soluzioni di cura gli autori propongono il farmaco omalizumab.

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L’orticaria solare rientra fra le malattie definite fotodermatosi. Essa consiste in una reazione della pelle all’esposizione al sole e il meccanismo che la provoca è definito reazione da ipersensibilità immediata e può essere mediato dalle immunoglobuline IgE. Si ritiene che l’irradiazione da parte dei raggi ultravioletti attivi una sostanza, nella pelle o nel siero, che diventa un fotoallergene, cioè un allergene attivato dalla luce. IgE specifiche, dirette verso il fotoallergene inducono la liberazione di istamina da parte dei mastociti. In qualche caso l’orticaria solare è favorita da farmaci come: atorvastatina, tetraciclina, clorpromazina o contraccettivi orali. Anche se nella maggior parte dei casi l’orticaria solare è conseguenza dell’esposizione al sole, si sono registrati casi provocati dalla luce artificiale. Di solito si verifica in aree della pelle irradiate direttamente dai raggi ultravioletti, ma si può presentare anche in zone coperte dai vestiti. La reazione allergica generalmente interessa aree più o meno estese della pelle, ma esiste un rischio, seppure ridotto, di evoluzione del quadro in anafilassi. I fattori che ne influenzano la gravità sono: durata dell’esposizione, intensità della luce e lunghezze d’onda dei raggi ultravioletti. È leggermente più frequente nelle femmine, rispetto ai maschi, e a partire dai 40 anni di età. Viene segnalata in tutti i Paesi del mondo e a prescindere dalla razza. L’orticaria solare è una malattia considerata rara e la prevalenza riportata nei diversi studi epidemiologici varia dal 2.3% al 17.8%. De Martinis e colleghi riportano che le terapie impiegate in questa indicazione sono: fototerapia, antistaminici, antagonisti dei leucotrieni, ciclosporina A, immunoglobuline per via endovenosa o plasmaferesi, da sola o associata ad altri trattamenti. A questi approcci si è aggiunto di recente il farmaco omalizumab, che è un anticorpo monoclonale usato per l’asma da moderato a severo e per l’orticaria idiopatica. Alcune evidenze ne hanno dimostrato l’efficacia anche nell’orticaria solare. Non è stato del tutto chiarito il meccanismo d’azione dell’omalizumab, ma uno dei suoi effetti principali è quello di ridurre la presenza delle IgE sulla membrana di cellule come mastociti e granolociti basofili. In questo modo l’omalizumab diminuisce l’attivazione di tali cellule nel corso delle reazioni allergiche e, quindi, la gravità delle reazioni stesse. L’efficacia dell’omalizumab nell’orticaria solare apre nuove prospettive di trattamento per una malattia finora difficile da gestire con gli altri trattamenti.                             

Nelle conclusioni gli autori raccomandano l’esecuzione di ricerche su casistiche adeguate, per confermare il potenziale di cura dell’omalizumab nell’orticaria solare.

Tommaso Sacco

Fonte: Solar urticaria, a disease with many dark sides: is omalizumab the right therapeutic response? Reflections from a clinical case report; Open Medicine, 2019; 14: 403-406