Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Miti, fatti e controversie sull’anafilassi

Notizia|timepubblicato il
Miti, fatti e controversie sull’anafilassi

L’anafilassi è una reazione allergica generalizzata che può avere andamento grave e risultare fatale. Due esperti americani hanno passato in rassegna falsi miti e aspetti controversi di questo quadro patologico.

Potrebbe interessarti anche…

  • L’anafilassi spesso è fatale: l’anafilassi può essere fatale, ma la maggior parte delle reazioni non ha questo esito. Nonostante diversi casi di anafilassi non siano curati adeguatamente, per fortuna la frequenza di decessi è, complessivamente, bassa: dello 0.001% sul totale degli episodi. D’altra parte, il suo andamento è imprevedibile e molte reazioni a evoluzione grave cominciano con quadri lievi. Comunque, il ritardo della somministrazione del trattamento corretto contribuisce in maniera decisiva ad aumentare la probabilità che si verifichi un decesso.
  • Non c’è orticaria, quindi non può essere anafilassi: i sintomi dell’allergia localizzati alla cute sono assenti in circa il 10% dei casi di anafilassi e, nel rimanente 90%, possono non comparire all’inizio. Questo è stato confermato dalla pubblicazione di studi clinici pediatrici di anafilassi per allergia agli alimenti. Di essi, solo un soggetto ha presentato un coinvolgimento della pelle. D’altra parte, la mancanza di una manifestazione cutanea dell’allergia, al comparire del quadro, ha contribuito a ritardare la diagnosi e la somministrazione della cura indicata, creando le premesse per il decesso. Qualsiasi quadro di brusca riduzione della pressione arteriosa o di broncospasmo in un soggetto allergico deve essere considerato come l’inizio di una possibile reazione anafilattica, anche se non si presentano sintomi a carico della pelle.
  • Se non si individua un fattore scatenante non è anafilassi: quella dell’anafilassi è una diagnosi clinica, il fattore scatenante più frequente nei giovani è una reazione allergica al cibo, che inizia entro 15-30 minuti dalla sua assunzione. Nei soggetti pediatrici, le altre cause, come farmaci e punture di insetto, sono di gran lunga meno frequenti.
  • L’adrenalina è pericolosa: l’adrenalina, somministrata sul lato esterno della coscia, circa a metà della distanza compresa fra l’anca e il ginocchio, è molto sicura e comincia a funzionare entro pochi minuti. L’adrenalina può essere somministrata con una siringa normale o con un autoiniettore. Con questo dispositivo bisogna porre attenzione a somministrare una dose proporzionale al peso dell’individuo.
  • Per la cura iniziale dell’anafilassi si possono usare gli antistaminici e ricorrere all’adrenalina solo se il quadro peggiora: l’istamina è solo uno dei numerosi mediatori dell’infiammazione liberati nel corso di una reazione anafilattica. Un farmaco antistaminico, assunto per bocca, impiega circa 30 minuti per iniziare a funzionare. Un tipo di antistaminico che si somministra per via endovenosa agisce più rapidamente di quelli orali, ma provoca ipotensione. Gli antistaminici non sono efficaci nell’anafilassi e le Linee Guida li hanno relegati in terza linea dopo adrenalina e corticosteroidi.                  

Tommaso Sacco

Fonte: Myths, facts and controversies in the diagnosis and management of anaphylaxis; Archives of Disease in Childhood 2019;104:83–90.