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Il microbiota come fattore di prevenzione delle allergie

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Il microbiota come fattore di prevenzione delle allergie

Varie linee di ricerca hanno raccolto evidenze dell’effetto positivo del contatto con i microbi presenti nell’ambiente sulla prevenzione della comparsa delle allergie. Uno studio appena pubblicato, anche se eseguito nei cani, fornisce informazioni importanti circa i rapporti fra microrganismi dell’ambiente, microbiota e allergie che si sviluppano nell’uomo.

Da tempo si raccolgono evidenze circa i vantaggi che la vita in campagna offre nel ridurre la probabilità di sviluppare malattie allergiche. Si ritiene che questo effetto protettivo dipenda dal contatto più esteso, nell’ambiente rurale rispetto a quello cittadino, con i microrganismi. Tale contatto, infatti, favorirebbe la regolazione di una corretta tolleranza del sistema immunitario nei confronti degli antigeni. D’altra parte, restano ancora da chiarire i dettagli delle relazioni fra contatto con i microbi dell’ambiente esterno, microbiota presente nelle diverse parti dell’organismo e funzionamento del sistema immunitario. Date le difficoltà che si incontrano nello studiare questi processi nell’uomo, Lehtimäki e colleghi li hanno valutati nel cane che è un modello intermedio fra il topo, che è abbastanza diverso dall’uomo da questo punto di vista, e l’uomo stesso che, come già detto, è troppo complesso da analizzare. I risultati dello studio hanno dimostrato che il microbiota della pelle riflette in maniera fedele sia l’ambiente in cui vive l’animale che le abitudini che esso ha. Fra le evidenze raccolte, una delle più interessanti è che la prevalenza delle allergie spontanee è maggiore nei cani che vivono in città, con persone singole che non hanno altri animali. Al contrario, la frequenza più bassa di allergie si è registrata in cani che vivono in campagna e hanno abitudini di vita opposte. Sulla base di questi riscontri, gli autori hanno confermato che l’ambiente in cui si vive ha una relazione con il microbiota della pelle e da tale relazione viene influenzato lo sviluppo delle allergie. Un altro rilievo interessante concerne la composizione del microbiota degli animali studiati: in quello dei cani “cittadini” prevalgono i batteri comunemente presenti sulla pelle degli umani, mentre il microbiota dei cani di campagna contiene, per la maggior parte, batteri diffusi nell’ambiente rurale. Queste osservazioni indicano che l’analisi del microbiota della pelle fornisce informazioni attendibili sull’impatto dei microrganismi ambientali sulle colonie dei batteri ospitate nell’organismo.

Nelle conclusioni, Lehtimäki e colleghi sottolineano che, poiché esponendo l’organismo ai microbi dell’ambiente quando si fa educazione fisica non aumenta il rischio di allergie, la promozione di abitudini di vita attive all’aperto è in grado di migliorare la salute di chi risiede in città.

Tommaso Sacco

Fonte: Skin microbiota and allergic symptoms associate with exposure to environmental microbes; PNAS, April 23, 2018.

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