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L’attività fisica è uno dei principali strumenti di prevenzione delle malattie croniche

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L’attività fisica è uno dei principali strumenti di prevenzione delle malattie croniche

Nel rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) su movimento, sport e salute pubblicato recentemente, l’Istituto ha sottolineato l’importanza delle strategie di promozione dell’attività fisica come strumenti di mantenimento e miglioramento della salute.

L’attività fisica, si legge nell’introduzione al rapporto, è uno dei principali strumenti di prevenzione delle malattie croniche, cosiddette non trasmissibili, per il mantenimento del benessere fisico e psichico e anche per il miglioramento della qualità di vita. Questo, si aggiunge, vale a prescindere dal sesso e dall’età. Il rapporto, che l’ISS ha realizzato in collaborazione con il Ministero della Salute e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), evidenzia l’importanza di promuovere l’attività fisica presso i singoli individui e nelle comunità. Gli approcci da realizzare devono coinvolgere tutti gli “attori” ed essere trasversali a diversi settori, da quello della salute a quello dello sport. A questo proposito, si fa riferimento alle politiche di promozione dell’attività fisica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si pongono come obiettivi, non solo la riduzione del peso che alcune malattie hanno sul singolo e sulla società, ma anche di diminuire i costi diretti e indiretti provocati dalla sedentarietà. Nel rapporto si dedicano specifici capitoli alle variabili usate per misurare l’attività fisica, ai livelli della stessa raccomandati per le diverse fasce di età, allo stato attuale della sedentarietà e dell’attività fisica in Italia e alle ricadute dell’esercizio fisico sullo stato di salute e sui costi sanitari e sociali. In particolare per quanto riguarda le raccomandazioni sui livelli di attività fisica, il rapporto cita gli obiettivi proposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che per bambini e adolescenti (età compresa fra 5 e 17 anni) raccomanda di praticare almeno 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità da moderata e vigorosa, includendo, almeno tre volte alla settimana, tipi di esercizio che rafforzino ossa e muscoli. I sopracitati 60 minuti di attività fisica possono essere frazionati, ad esempio, in due sessioni da 30 minuti. Negli adulti di età compresa fra 18 e 64 anni, l’OMS raccomanda 150 minuti di attività fisica aerobica moderata oppure 75 minuti di attività fisica aerobica vigorosa, da praticare in una settimana. Per la stessa fascia di età si segnala la possibilità di aumentare la durata dell’attività fisica settimanale moderata fino a 300 minuti o di quella vigorosa fino a 150 minuti, in base allo stato di salute e alla disposizione individuali. Precisa che ciascuna frazione di attività aerobica deve durare almeno 10 minuti e che, quella mirata a rafforzare i principali gruppi di muscoli, dovrebbe essere praticata almeno due volte alla settimana. Da notare che questi livelli di attività fisica sono rivolti a soggetti sani e valgono anche per popolazioni specifiche come le donne in gravidanza. Gli adulti per lungo tempo inattivi li dovrebbero raggiungere gradualmente e quelli con malattie cardiovascolari o con disabilità dovrebbero anch’essi praticare un’attività fisica, ma adattata alla loro condizione. Per quanto riguarda le persone di età superiore a 64 anni, i livelli di attività fisica settimanae raccomandata sono: 150 minuti di attività fisica aerobica moderata o 75 di attività fisica vigorosa. I dati relativi allo stato attuale della diffusione dell’attività fisica in Italia indicano una situazione molto lontana da quella proposta dalle raccomandazioni e, quindi, rendono evidente la necessità di studiare e applicare strategie efficaci per diffondere tale abitudine.

Tommaso Sacco

Fonte: Rapporti Istisan 18/9. Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività

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