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Isolamento e problemi di sonno

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Isolamento e problemi di sonno

Un gruppo internazionale di esperti ha passato in rivista gli effetti dell’isolamento, richiesto per limitare la diffusione dell’epidemia da COVID-19, sull’andamento del sonno. Nelle conclusioni si sottolinea l’importanza di gestire al meglio tali problemi, per ridurre i livelli di stress ed evitare che si alterino i rapporti sociali.

Altena e colleghi sono partiti dalla considerazione che l’isolamento a casa, richiesto dalle Autorità per limitare la diffusione dell’epidemia da COVID-19, ha determinato, per la maggior parte delle persone, condizioni di vita del tutto nuove, che possono essere causa di problemi psicologici importanti. L’incertezza circa la durata di questo condizionamento non fa che amplificare tali problemi. Durante il giorno aumentano stress, ansia e depressione e, di notte, si altera il sonno. Questo, a sua volta, può ridurre la capacità delle persone di gestire le emozioni e i rapporti sociali. Nell’articolo si ricorda che l’addormentamento avviene grazie alla combinazione di due meccanismi. Uno di essi consiste nell’accumulo, durante la veglia e lo svolgimento delle normali attività, di sostanze che, alla fine della giornata, favoriscono l’addormentamento. L’altro fa sì che l’alternanza fra luce e buio regoli la secrezione di melatonina, che contribuisce a indurre e amantenere il sonno durante la notte. La prolungata permanenza a casa e la ridotta attività possono avere un impatto negativo su tali sistemi di regolazione. Inoltre, lo stress ha effetti negativi sul sonno e questi sono particolarmente rilevanti in chi ha già avuto, in precedenza, insonnia. In un precedente aggiornamento sugli effetti psicologici del COVID si era citato il Disturbo da Stress Post-Traumatico, come possibile conseguenza dell’isolamento. Nell’articolo di Altena e colleghi si citano i risultati di una ricerca che hanno dimostrato una frequenza del 7% di tale disturbo in un campione di cittadini della città di Wuhan sottoposti a isolamento. Nello studio sono stati analizzati anche i fattori che avevano aumentato la probabilità di comparsa del Disturbo da Stress Post-Traumatico. Essi sono stati: il sesso femminile, l’età inferiore a 35 anni e l’ascolto di notizie riguardanti l’epidemia per più di tre ore al giorno. Quest’ultimo fattore conferma, quanto segnalato in precedenti aggiornamenti e cioè che una certa comunicazione può avere effetti negativi sull’equilibrio psicologico dei cittadini coinvolti in situazioni come quelle che si stanno vivendo in queste settimane. Poiché condizioni come quelle che si sono verificate a seguito delle norme sull’isolamento non si erano mai presentate in precedenza, Altena e colleghi non hanno potuto citare esempi dell’impatto sul sonno di tale condizionamento delle abitudini, ma, i pochi dati presenti in letteratura ai quali ci si può riferire, indicano un rischio elevato di alterazioni del sonno e di conseguenze negative sull’equilibrio psicologico delle persone. Fra le soluzioni proposte, gli autori sottolineano l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale. L’articolo di Altena e colleghi affronta un problema importante che si può presentare nelle persone sottoposte a isolamento. Quanto sia rilevante lo conferma il lancio di due progetti da parte dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno che propone, sul suo sito, un punto di ascolto sul benessere del sonno in relazione all’isolamento e la compilazione di un questionario che aiuti a comprendere meglio le modificazioni del sonno che stanno emergendo.                  

Tommaso Sacco

Fonte: Dealing with sleep problems during home confinement due to the COVID‐19 outbreak: practical recommendations from a task force of the European CBT‐I Academy; Journal of Sleep Research, April 4, 2020           

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