Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

L’isolamento da COVID ha aumentato il consumo di sigarette in Italia

Notizia |time pubblicato il
L’isolamento da COVID ha aumentato il consumo di sigarette in Italia

Un gruppo di ricercatori italiani ha eseguito uno studio per valutare l’impatto sull’abitudine al fumo delle misure di isolamento introdotte per contrastare l’epidemia da COVID-19. I risultati hanno indicato che nei fumatori l’aumento del consumo di sigarette si è associato ai problemi psicologici provocati dall’isolamento.

In un precedente aggiornamento si era trattato l’argomento dell’effetto dell’epidemia da COVID sull’abitudine al fumo in generale e si erano citati i risultati di un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità sui comportamenti dei fumatori durante la prima fase dell’epidemia. L’articolo pubblicato da Carreras e colleghi completa le informazioni riportate a suo tempo, in quanto ha analizzato le modificazioni dell’abitudine al fumo durante l’isolamento imposto per limitare la diffusione dell’epidemia da COVID-19, ponendole in relazione con i problemi psicologici che tale situazione ha creato. Nell’introduzione della pubblicazione si ricorda che l’Italia è stato uno dei primi Paesi a imporre un isolamento a casa su scala nazionale in occasione dello sviluppo dell’epidemia e che questo ha cambiato inevitabilmente le abitudini di vita e, in particolare, quelle, come il fumo, associate a dipendenze. Per analizzare in dettaglio tali cambiamenti, Carreras e colleghi hanno eseguito uno studio di popolazione su un campione di 6003 italiani adulti, di età compresa fra 18 e 74 anni. Tali soggetti sono stati arruolati fra il 23 aprile e il 3 maggio 2020 ed è stato chiesto loro di riferire modificazioni dell’abitudine al fumo fra prima e dopo l’isolamento. I risultati hanno indicato che, da quando sono state imposte le restrizioni ai movimenti e ai rapporti sociali, il 5.5% della popolazione analizzata ha abbandonato o ridotto il fumo, mentre il 9% ha iniziato a fumare o ha ripreso dopo aver smesso o ha fumato di più. Complessivamente, gli autori hanno calcolato che l’isolamento ha aumentato il consumo di sigarette del 9.1%. Miglioramenti dell’abitudine al fumo, intesi come abbandono dello stesso o riduzione del numero delle sigarette fumate, si sono rilevati in soggetti più giovani, che erano fumatori occasionali ed erano disoccupati. Peggioramenti dell’abitudine al fumo si sono osservati più spesso in soggetti con problemi psicologici. In particolare, il consumo di sigarette è sensibilmente aumentato nelle persone che hanno avuto un peggioramento della qualità di vita (rapporto di probabilità 2.5; intervallo di confidenza al 95% 1.49-2.80), in chi ha avuto una riduzione della durata del sonno (rapporto di probabilità 2.29; intervallo di confidenza al 95% 1.71-3.07) e nei soggetti nei quali sono peggiorate l’ansia (rapporto di probabilità 1.83; intervallo di confidenza al 95% 1.38-2.43) o la depressione (rapporto di probabilità 2.04; intervallo di confidenza al 95% 1.54-2.71).

Nelle conclusioni gli autori hanno segnalato che l’isolamento dovuto all’epidemia da COVID-19 ha avuto in Italia un impatto rilevante sul consumo di sigarette. Secondo Carreras e colleghi, a suscitare preoccupazione non dovrebbe essere solo l’incremento di tale consumo in sé, ma anche la sua stretta relazione con il diffondersi di problemi psicologici. Per questo hanno raccomandato il potenziamento di servizi per la cessazione del fumo che riescano anche ad affrontare i problemi psicologici dei fumatori.                      

Tommaso Sacco

Fonte: Impact of COVID-19 lockdown on smoking consumption in a large representative sample of Italian adults; Tobacco Control 2021;0:1–8.

Potrebbe interessarti anche…