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Gastroenterite eosinofila: fisiopatologia, diagnosi e terapia

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Gastroenterite eosinofila: fisiopatologia, diagnosi e terapia

Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle conoscenze relative alla gastroenterite eosinofila. Una reattività di tipo allergico ha un ruolo rilevante nel suo sviluppo e le cure si basano su approcci dietetici e farmacologici.

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La gastroenterite eosinofila è una malattia che si presenta sia in età pediatrica che negli adulti e la sua denominazione deriva dal fatto che determina l’infiltrazione della mucosa dell’intestino da parte di granulociti eosinofili. Con maggiore frequenza questa alterazione si localizza allo stomaco e al duodeno. La prima menzione che se ne fa in letteratura risale al 1937 e dati epidemiologici relativi agli Stati Uniti ne indicano una frequenza variabile fra 8.4 e 28 casi su 100.000. Anche se ne sono stati segnalati casi in bambini piccoli, si individua più spesso fra i 30 e i 50 anni di età. Fra i sintomi ci possono essere dolore addominale, nausea, vomito, dispepsia, diarrea, malassorbimento e un’alterazione intestinale che provoca perdita di proteine. Questa, a sua volta, comporta anemia, calo di peso e una riduzione della concentrazione dell’albumina nel sangue. Tipo e gravità dei sintomi dipendono da quale tratto dell’intestino è coinvolto e da quale strato della sua parete è interessato dall’infiammazione eosinofila. Non è stato ancora chiarito cosa inneschi tale infiltrazione, ma si attribuisce un ruolo importante a una reattività allergica, anche perché il 45-63% delle persone con gastroenterite eosinofila ha una storia pregressa di asma, rinite o eczema allergici o di allergie agli alimenti. Che alla base della gastroenterite eosinofila ci siano alterazioni della funzione del sistema immunitario è confermato dal fatto che si può associare anche a malattie autoimmuni. Un corretto percorso diagnostico deve comprendere l’anamnesi, esami del sangue e una endoscopia dei primi tratti dell’intestino, con raccolta di biopsie e valutazioni al microscopio dei campioni. Gli approcci dietetici si basano sull’identificazione di allergie ad alimenti, che eventualmente vanno eliminati dalla dieta. Strategie di questo tipo hanno fornito risultati contrastanti negli studi che ne hanno valutato l’efficacia. I corticosteroidi sono efficaci in molti casi e altri prodotti studiati in questa indicazione sono quelli definiti stabilizzatori dei mastociti e gli antistaminici. Altri trattamenti usati nelle gastroenteriti eosinofile sono immunosoppressori, inibitori della pompa protonica e trapianto fecale.    

Tommaso Sacco

Fonte: Eosinophilic gastroenteritis: diagnosis and clinical perspectives; Clinical and Experimental Gastroenterology 2019;12: 239-253.