Il fumo di tabacco influenza i livelli di vitamina D?

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Il fumo di tabacco influenza i livelli di vitamina D?

È stata eseguita un’analisi dei dati relativi al fumo di tabacco e alle concentrazioni nel sangue di vitamina D nella popolazione generale degli Stati Uniti tra il 2001 e il 2014. I risultati hanno suggerito che l’esposizione al fumo di tabacco potrebbe alterare i livelli di vitamina D, anche in base a età e sesso.   

Il fumo di tabacco ha dimostrato di alterare la funzione del sistema endocrino e di poter interferire, in particolare, con i meccanismi di tale sistema che coinvolgono la vitamina D, ma le evidenze circa questi effetti sono limitate e non conclusive. Inoltre, non ci sono informazioni circa le variazioni nel tempo dell’associazione tra fumo e vitamina D. I dati della indagine sulla salute nazionale e sull’esame della nutrizione (National Health and Nutrition Examination Survey) eseguita negli Stati Uniti sono stati usati da due autori cinesi per valutare la relazione fra esposizione al fumo di tabacco e concentrazioni nel sangue di vitamina D nei cittadini statunitensi che a quell’indagine hanno partecipato, dal 2001 al 2014. Yuan e Ni hanno esaminato l’associazione lineare tra le concentrazioni nel sangue di cotinina, un indicatore dell’esposizione al tabacco e della 25-idrossi-vitamina D. Hanno anche verificato la relazione tra i diversi tipi di esposizione al tabacco (non esposizione, fumo attivo o fumo passivo) e stato di carenza, insufficienza e sufficienza di vitamina D o stato di intossicazione da eccesso di questa vitamina. Infine, hanno valutato se sesso, fasce di età (3-11 anni, 12-19 anni, 20-59 anni o ≥60 anni), razza e Indice di Massa Corporea avevano un impatto sulla relazione tra fumo e vitamina D. Tra il 2001 e il 2004 si è osservata una riduzione sia dei livelli di cotinina nel sangue, sia della prevalenza del fumo passivo, mentre è rimasta stabile la diffusione del fumo attivo. La cotinina è un metabolita della nicotina che si trova nel sangue dei fumatori, in quantità proporzionali al tabacco fumato. Nello stesso periodo, le stime dell’associazione tra fumo di tabacco e livelli inadeguati di vitamina D sono aumentati. I dati complessivi sul periodo 2001-2014 hanno indicato che c’è stata una relazione negativa tra cotinina e vitamina, vale a dire che, all’aumentare del tabacco fumato, è diminuita la vitamina D nel sangue. Si è osservato un rischio aumentato di carenza della vitamina in chi era più esposto al fumo, sia attivo che passivo. Le relazioni in questione hanno risentito di età e sesso, con associazioni più strette nelle femmine adulte. Al contrario, gli effetti dell’esposizione al fumo sulle concentrazioni di 25-idrossi-vitamina D sono state assenti o non significative in bambini e in adolescenti dai 3 ai 19 anni. La percentuale della popolazione generale statunitense esposta a fumo attivo, cioè dei fumatori, si è stabilizzata tra il 2001 e il 2014 ed è ancora alta. L’esposizione al fumo di tabacco ha mostrato anche di alterare sempre più, con il passare del tempo, il metabolismo della vitamina D.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato due punti emersi dal loro studio. Il primo è che la prevalenza dei fumatori negli Stati Uniti si è stabilizzata tra il 2001 e il 2014 a livelli comunque alti. Il secondo punto è che l’esposizione al fumo di tabacco può alterare le concentrazioni nel sangue di vitamina D della popolazione generale, con andamenti che risentono di età e sesso.                 

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