L’abitudine al fumo in Italia

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L’abitudine al fumo in Italia

Fuma una persona su quattro in Italia a una media di circa dodici sigarette al giorno. L’aspetto più positivo è che dal 2008 il numero di fumatori è in costante riduzione. Questo è quanto emerge dai dati della sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) 2017-2020 sul’abitudine al fumo in Italia.

La sorveglianza Passi raccoglie informazioni dalla popolazione italiana adulta (18-69 anni) sugli stili di vita, affrontando temi come il fumo, l’inattività fisica, il consumo di alcol e la dieta povera di frutta e verdura.

Il fumo di sigaretta e le caratteristiche dei fumatori

Il 58% degli adulti in Italia non fuma, il 18% ha smesso di fumare e il 24% invece continua. Come detto sopra il consumo giornaliero è di circa 12 sigarette ma quasi un quarto dei fumatori consuma più di un pacchetto a giorno. Si fuma di più in Umbria, Abruzzo, Campania e Lazio, mentre la regione che ha registrato più persone smettere di fumare è la Sardegna.

Dal 2008 (inizio della sorveglianza Passi) si è registrata una progressiva diminuzione nei fumatori, che cresce con l’avanzare dell’età, coinvolgendo di più persone senza difficoltà economiche rispetto a quelle economicamente più in difficoltà. Solo un fumatore su due ha dichiarato di aver avuto una raccomandazione di smettere da un medio o un operatore sanitario.

Il consumo di altri prodotti da fumo

Sta aumentando da parte dei fumatori il cambio tra le normali sigarette e quelle confezionate a mano con un tabacco trinciato che nel quadriennio 2017-2020 sono il 14% del totale dei fumatori. La sorveglianza Passi indica che, guardando i dati anno per anno, c’è stata una crescita significativa di questa tipologia di fumatori: dal 11% nel 2015 al 16% nel 2020. Il tabacco trinciato è popolare tra i giovani (28%) e mediamente più istruiti, ma anche tra le persone più mature e meno abbienti.

Solo il 3% dei fumatori usa la sigaretta elettronica e la crescita di questa tipologia è piuttosto lenta (2% nel 2014, 4% nel 2020). Anche qui, questa forma è più popolare tra i giovani anche se non sono molti (5%).

Per quanto riguarda le sigarette di tabacco senza combustione, solo una piccola percentuale usa questo tipo (meno dell’1%), ma il consumo è in aumento soprattutto tra i giovani.

Il divieto di fumo nei locali pubblici, nei luoghi di lavoro e a casa

Nove adulti intervistati su dieci dichiarano che il divieto di fumo sul luogo di lavoro o nei locali pubblici è sempre o quasi sempre rispettato, più nel Centro-Nord rispetto al Sud. Il 16% dichiara che è ammesso fumare nella propria abitazione ma la percentuale cala (10%) nel caso di presenza di minori di 15 anni.

Il tentativo di smettere di fumare

Sono molte le persone che cercano di smettere di fumare anche se in pochi ci riescono. Poco più di un terzo degli intervistati ha dichiarato che ha provato a smettere di fumare restando almeno un giorno senza fumo. Purtroppo il tentativo risulta vano per l’80%. Chi ci riesce lo fa senza alcun aiuto (79%) mentre il 15% ha smesso grazie alla sigaretta elettronica. Scarso l’uso di cerotti o farmaci e molto raro il successo grazie ai servizi o corsi offerti dalle Asl.

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Fonti: Sorveglianza Passi – Fumo, Fumo Passivo, Smettere di fumare

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