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Dal fumo e dall’alcol agli stupefacenti: un articolo ha evidenziato i rischi

Notizia |time pubblicato il
Dal fumo e dall’alcol agli stupefacenti: un articolo ha evidenziato i rischi

Un gruppo di esperti statunitensi ha passato in rivista la letteratura scientifica disponibile sulla frequenza dell’associazione fra la dipendenza da alcol o da nicotina e quella da droghe. I risultati hanno indicato che questa associazione è abbastanza frequente e si basa su meccanismi biologici.

Il disturbo da uso di sostanze è una malattia cronica e recidivante, caratterizzata da molti aspetti peculiari. Essa comprende una tendenza elevata a sviluppare dipendenza da sostanze di vario tipo e un marcato rischio di mantenere nel tempo l’uso delle sostanze stesse. Secondo gli autori dell’articolo, il disturbo da uso di sostanze ha una frequenza molto elevata, interessando 35 milioni di persone nel Mondo e 19.3 milioni solo negli Stati Uniti. Il consumo di droghe comporta anche un rilevante peso economico in questo Paese raggiungendo i 740 miliardi di dollari all’anno. Storicamente, gli studi sul disturbo da abuso di sostanze si sono focalizzati su un’unica sostanza, mentre è importante sapere che molti soggetti hanno dipendenze da diverse di esse, con un’ampia variabilità di combinazioni fra nicotina, alcol, psicostimolanti, oppioidi, cocaina e marijuana. Una storia di dipendenza da sostanze di abuso è caratterizzata da: livelli più elevati di bisogni insoddisfatti in termini di assistenza sanitaria in generale e psichiatrica in particolare, maggiori rischi di comportamenti violenti e aumentata probabilità di assunzione di dosi eccessive delle sostanze e di decesso. Crummy e colleghi nell’articolo riportano i dati disponibili sulla relazione fra fumo e alcol da una parte e sviluppo del disturbo dall’uso di sostanze. Negli Stati Uniti, nonostante la riduzione della diffusione del fumo in generale, tale abitudine continua a essere molto diffusa con 58.8 milioni di persone di età ≥ 12 anni che riferiscono l’assunzione di nicotina nel mese precedente. Nei fumatori è molto più frequente l’uso di altre sostanze. Riferendosi sempre al mese precedente, il 17% dei fumatori dichiara di usare anche la marijuana, il 4.7% gli oppioidi, il 2.6% la cocaina e l’1.4% gli psicostimolanti, tipo amfetamine. Le stesse percentuali, nei non fumatori, sono di gran lunga più basse: 3.7%, 1.2%, 0.2% e 0.3%. Confrontando queste cifre si rileva che i fumatori con una dipendenza da nicotina hanno una probabilità da 3 a 4 volte maggiore di avere la dipendenza anche da un’altra sostanza. Gli autori hanno definito l’alcol come la sostanza da abuso più diffusa, riportando i dati delle Nazioni Unite che, nel 2019, hanno stimato che 290 milioni di persone nel Mondo avevano un problema di alcolismo. Anche il consumo abituale di alcol si associa spesso con quello di altre sostanze e, negli Stati Uniti, questa condizione riguarda il 5.6% degli adulti. La combinazione di dipendenze più frequente è quella fra alcol e marijuana: 10%. L’uso concomitante di varie sostanze, fra le quali l’alcol, determina un’elevata frequenza di ansia e di depressione che, a loro volta, attivano circoli viziosi, che aumentano l’assunzione di bevande alcoliche e di droghe. A dare una misura della diffusione di queste abitudini, è il dato dell’accesso ai Pronto Soccorso degli Ospedali degli Stati Uniti per i giovani fra i 12 e i 24 anni. Nel 21% dei casi esso è dovuto proprio a assunzione concomitante di alcol e di droga. Tale associazione si presenta molto spesso anche nei soggetti che vengono inseriti in programmi di disassuefazione. Infatti, nel 17% dei casi, queste persone richiedono la disassuefazione sia dall’alcol che da una droga. Nell’articolo si spiegano anche i meccanismi biologici sui quali si basa lo sviluppo delle dipendenze multiple da sostanze. Fra gli altri si verificano fenomeni di plasticità neuronale “sbagliati”, che condizionano motivazione, scelte, decisioni e fonti di appagamento. Fra gli aspetti interessanti, c’è il ruolo del mediatore dopamina nello sviluppo di tutte le dipendenze. Infatti, quasi tutte, dal fumo all’alcol, alle amfetamine, provocano dipendenza aumentando la liberazione o riducendo la ricaptazione, di tale mediatore nel cervello.

Nelle conclusioni, gli autori hanno sottolineato che la dipendenza da sostanze da abuso, anche da quelle più comuni, come alcol e nicotina, è un fenomeno complesso condizionato da molti fattori che influiscono sullo sviluppo dell’abitudine, sul suo mantenimento e sulla sua tendenza a ripresentarsi. Questo fa sì che, dei tanti fumatori o consumatori abituali di alcol, solo alcuni sviluppino abusi di altre sostanze. L’aspetto chiave da comprendere è che tutto questo non è dovuto a una “tendenza al vizio”, ma a meccanismi biologici, che vanno affrontati con approcci mirati, per ottenere la disassuefazione.    

Tommaso Sacco

Fonte: One Is Not Enough: Understanding and Modeling Polysubstance Use. Frontiers in Neuroscience, 16 June 2020

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