Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Fumo: cos’è cambiato con l’epidemia da COVID-19?

Notizia |time pubblicato il
Fumo: cos’è cambiato con l’epidemia da COVID-19?

Fin dall’inizio dell’epidemia da COVID-19, sono state diffuse informazioni, più o meno attendibili, sugli effetti che l’abitudine al fumo poteva avere sull’andamento dell’infezione da COVID-19. Altrettanto interessante è capire se i cambiamenti dei comportamenti, provocati dall’epidemia e dalle norme emanate per limitarne la diffusione, abbiano influito sull’abitudine al fumo.

La diffusione dell’epidemia da COVID-19 è stata accompagnata da notizie non sempre fondate sui fattori che condizionavano la trasmissione dell’infezione e l’andamento della malattia che ne conseguiva. A proposito del fumo, c’è stato chi ha ipotizzato che i fumatori fossero meno sensibili all’infezione, ma tali ipotesi sono state contraddette da fonti autorevoli, che hanno indicato che, non solo non c’era nessun beneficio di questo tipo, ma anzi il fumo influenzava negativamente, sia il rischio di contrarre l’infezione, che l’andamento della malattia. Un argomento sul quale le informazioni sono state molto più scarse, tanto a livello scientifico quanto sui mezzi di comunicazione “laici”, è quello dell’impatto dell’epidemia da COVID-19, e delle norme emanate per limitarne la diffusione, sull’abitudine al fumo. L’Istituto Superiore di Sanità, in un comunicato diffuso il 22 maggio 2020, cioè nel corso della prima ondata dell’epidemia, ha riportato i risultati di un’indagine eseguita in collaborazione con alcuni Istituti di Ricerca Italiani e con un’Agenzia di Indagini di Mercato. Questa indagine aveva rilevato che, durante i mesi di isolamento, erano diminuiti i fumatori di sigarette tradizionali, ma che, quelli che non avevano smesso di fumare, avevano fumato di più, e che erano aumentati gli utilizzatori di sigarette elettroniche e di dispositivi con tabacco riscaldato. Infatti, la frequenza complessiva dei fumatori era passata, durante l’isolamento, dal 23.3% al 21.9%, con un picco di abbandono del fumo nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni. In compenso, 3.9 milioni di persone avevano aumentato il consumo di tabacco o l’aveva iniziato. Il numero stimato di nuovi fumatori è stato di 218.000 e l’aumento del consumo delle sigarette è stato molto più marcato nelle femmine (+15.2%), rispetto ai maschi (+3.6%). L’incremento del numero degli utilizzatori delle sigarette elettroniche è stato più evidente e stimabile in oltre 400.000 persone. Fra quelli che usavano questi dispositivi già prima dell’epidemia, il 38.9% ha aumentato il loro utilizzo, il 18% è passato da un impiego saltuario a uno regolare che, per il 13%, è diventato giornaliero. Un incremento si è osservato anche per gli utilizzatori dei dispositivi con tabacco riscaldato e chi già li impiegava ne ha aumentato l’uso. I dati finora riportati sono stati raccolti con un’indagine sulla popolazione e sarebbe interessante incrociarli con quelli della vendita delle sigarette e degli altri prodotti da fumo, perché questi sono un indicatore oggettivo del consumo da parte dei fumatori. Non sono facili da reperire informazioni aggiornate di questo tipo relativamente all’Italia per l’anno 2020, ma quelle disponibili per altri Paesi suggeriscono che, da quando è iniziata l’epidemia da COVID 19, il calo continuo delle vendite delle sigarette registrato negli anni precedenti è molto rallentato o si è arrestato. Ad esempio, negli Stati Uniti, per il 2020 si prevedeva una riduzione delle vendite del 6%, mentre probabilmente essa si assesterà su un meno 2-3%.   Quali sono le possibili cause dell’incremento del fumo durante l’epidemia da COVID-19? Come riportato nella scheda dedicata, il fumo e le sostanze chimiche che esso libera possono contrastare l’ansia e questo è uno dei meccanismi che alimenta la dipendenza dalla nicotina. La pressione psicologica creata dall’epidemia da COVID-19 e dalle norme imposte per contrastarla, ha aumentato il livello di ansia in tante persone. D’altra parte, a molti, se non a tutti, dovrebbe ormai risultare chiaro che i limitati benefici che il fumo può offrire da questo punto di vista sono ampiamente superati dai danni che esso provoca sulla salute a molti livelli. Quanto al condizionamento derivante dalle norme contenute nei vari Decreti emanati dal Governo, va notato che esse hanno permesso stare senza mascherina e di fumare all’aperto, anche in tempi di limitazioni strette, e questa è risultata in una forma di “esenzione” dall’uso della mascherina per i fumatori “nell’esercizio delle loro funzioni”. Infatti, nelle Regioni “Rosse” o “arancioni” si è imposto di indossare la mascherina per strada e non si è permesso togliersela per mangiare o bere all’aperto, ma per fumare una sigaretta o per usare dispositivi come le sigarette elettroniche, lo si è potuto fare, senza incorrere in multe e sanzioni. È giustificata questa concessione in termini di prevenzione della diffusione del contagio? Apparentemente no, in quanto all’espirazione del fumo si può accompagnare l’emissione delle ben note “goccioline” attraverso le quali si trasmette il COVID-19. In particolare, per quanto riguarda l’uso delle sigarette elettroniche, uno studio eseguito in Italia e pubblicato all’inizio del 2021, ha dimostrato che l’espirazione del vapore aspirato da questi dispositivi comporta la diffusione delle goccioline di saliva fino a 2 metri di distanza. È legittimo quindi chiedersi perché i membri del Comitato Tecnico Scientifico abbiano autorizzato, nelle aree a maggior rischio, a stare all’aperto senza mascherina per fumare e non per mangiare o bere.

Come per altri aspetti dell’epidemia da COVID-19 anche quello riguardante il suo impatto sul fumo potrà essere definito appieno solo quando ci sarà una più ampia disponibilità di dati. Solo allora si potrà fare chiarezza su come la prima abbia condizionato il secondo e si capirà se alcune delle norme emanate per limitare l’epidemia possano avere a loro volta condizionato l’abitudine al fumo.                        

Tommaso Sacco

Fonti:

Potrebbe interessarti anche…