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Le fake news sul COVID-19 hanno aumentato il consumo di sigarette e di bevande alcoliche

Notizia |time pubblicato il
Le fake news sul COVID-19 hanno aumentato il consumo di sigarette e di bevande alcoliche

Uno studio eseguito a Hong Kong ha valutato l’impatto delle informazione infondate, diffuse sui mezzi di comunicazione e nelle reti sociali, sul rapporto fra consumo di bevande alcoliche e di tabacco e infezione da COVID-19. I risultati hanno indicato che la cattiva comunicazione sui presunti effetti benefici di quelle abitudini di vita ha spinto le persone a fumare e a bere ancora di più.

Fra gli effetti collaterali negativi dell’epidemia da COVID-19 c’è stata l’amplificazione della circolazione di fake news che sono circolate in tutti i mezzi di informazione e nelle reti sociali. Alcune di queste informazioni false hanno riguardato un presunto effetto protettivo del fumo e delle bevande alcoliche rispetto all’infezione da COVID-19. Un gruppo di ricercatori di Hong Kong ha valutato se l’esposizione a questi messaggi fuorvianti abbia determinato modificazioni nei consumi di alcol e di tabacco. Per farlo, hanno eseguito un’indagine di popolazione sui maschi adulti, di età uguale o superiore a 18 anni, residenti a Hong Kong nell’aprile del 2020. Ai partecipanti all’inchiesta, per il 47.5% di sesso maschile, è stato chiesto: se avessero mai sentito o letto sulle reti sociali messaggi che attribuivano al fumo e al consumo di bevande alcoliche un effetto protettivo nei confronti dell’infezione da COVID-19 e se, nel caso fossero fumatori e bevitori, avessero aumentato o diminuito, dall’inizio dell’epidemia, il consumo di sigarette o di alcol. I dati di prevalenza sono stati espressi considerando sesso, età e livello culturale della casistica. Il 19% (intervallo di confidenza al 95% 16.8%-21.4%) di tutti i partecipanti all’indagine ha riferito di avere letto o ascoltato messaggi, nei siti delle reti sociali, che attribuivano al fumo e all’assunzione di bevande alcoliche la capacità di proteggere dal COVID-19. Un’analisi statistica specifica ha dimostrato che le persone appartenenti a tale gruppo avevano aumentato di più di due volte il consumo del tabacco (rapporto di rischio 2.37, intervallo di confidenza al 95%: 1.08-5.20) e di oltre quattro volte (rapporto di rischio 4.16, intervallo di confidenza al 95%: 2.00-8.67) l’assunzione di bevande alcoliche. Tali evidenze hanno riguardato i soggetti che già fumavano (n=280) e già bevevano (n=722) e hanno tenuto conto di fattori come: sesso, età, livello culturale, consumo abituale di tabacco o alcol, isolamento a casa, sintomi di ansia o di depressione e metodi impiegati per l’indagine.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che i risultati della loro ricerca sono stati i primi a dimostrare che l’esposizione a informazioni false relative all’effetto di fumo e di alcol sull’infezione da COVID-19 hanno determinato un’amplificazione della diffusione di tali abitudini.

Fin dall’inizio della pubblicazione, nel sito della Fondazione Cesare Serono, di aggiornamenti sull’epidemia da COVID-19, si è segnalato che la priorità, nel trattare l’argomento, sarebbe stata quella di evitare la diffusione di informazioni infondate, false e fuorvianti. Questo studio ha dimostrato l’effetto che può produrre la mancata applicazione di criteri rigorosi nella diffusione delle notizie. Purtroppo, non tutti quelli che ricevono le informazioni hanno le conoscenze che permettono loro di filtrare l’attendibilità delle stesse, quindi dovrebbe essere chi le diffonde a valutarne la fondezza. La caccia agli accessi ai siti o ai “mi piace” sulle reti sociali spesso fa dimenticare tale dovere da parte di chi comunica. Insomma, far diventare “virale” un’informazione per qualcuno è più importante che verificare che sia vera o evitare che possa provocare dei danni. A peggiorare l’impatto delle notizie falese e fuorvianti c’è la convinzione di molte persone circa il fatto che la comunicazione sulle reti sociali sia più credibile di quella dei mezzi di informazione in quanto “spontanea”. Tale preconcetto positivo non tiene conto delle tante evidenze raccolte circa la manipolazione dei contenuti delle reti sociali mirata a condizionare scelte e comportamenti dei loro utenti, per assecondare interessi di vario tipo. Circa l’argomento specifico trattato nell’articolo, ben sapendo che fumare di più o bere di più non ha prevenuto l’infezione da COVID-19, gli effetti di quelle notizie sono state vendere: più sigarette e più bevande alcoliche e danneggiare la salute di chi le ha consumate.

Tommaso Sacco

Fonte: Exposure to health misinformation about COVID-19 and increased tobacco and alcohol use: a population-based survey in Hong Kong; Tobacco Control, 2020 Aug 27

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