Perché l’esercizio fisico previene la perdita di massa muscolare

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Perché l’esercizio fisico previene la perdita di massa muscolare

Un articolo ha passato in rivista i meccanismi che sostengono l’effetto positivo dell’attività fisica nel contrastare la perdita di massa muscolare, che si verifica con l’avanzare dell’età. Le informazioni disponibili indicano che l’esercizio migliora anche la funzione dei mitocondri delle cellule dei muscoli.

Con il trascorrere degli anni, nei muscoli scheletrici, cioè quelli che servono a compiere movimenti e a mantenere la postura, si verifica un fenomeno denominato sarcopenia, che consiste in una perdita progressiva di massa muscolare. Questi meccanismi sono percepiti dalle persone come una mancanza di forza o come la difficoltà a svolgere esercizi anche semplici per periodi lunghi e ciò innesca circoli viziosi. Infatti, la persona che perde massa muscolare e che ha una funzionalità fisica ridotta tende a diventare meno attiva, stimolando meno i muscoli, che si indeboliscono ulteriormente. Vari meccanismi sono stati invocati per giustificare l’evoluzione della sarcopenia. Secondo la teoria di Harman, essa dipenderebbe da un accumulo di radicali liberi che danneggiano i lipidi e il DNA delle cellule, riducendo l’efficienza dei mitocondri. Se i mitocondri sono meno efficienti, si riducono sia la produzione di energia indispensabile per la contrazione dei muscoli, sia la capacità di smaltire molecole tossiche come i radicali liberi. Alcune ricerche hanno rilevato anche che la sedentarietà, che tende ad aumentare nelle persone meno giovani, avrebbe un impatto sulla funzione dei muscoli ancora più importante di quello dell’età. Harper e colleghi hanno passato in rivista i meccanismi riportati nella letteratura scientifica per spiegare l’effetto positivo dell’attività fisica nel contrastare la sarcopenia. Ad esempio, riguardo al rapporto fra esercizio e stress ossidativo, si è dimostrato che l’esercizio aerobico determina picchi di stress ossidativo che attivano la funzione dei mitocondri di smaltimento dei radicali liberi. Si è anche osservato che, con l’età, aumentano le mutazioni nel DNA dei mitocondri e si modifica l’espressione dei geni di questi organelli cellulari, limitandone l’efficienza. Altrettanto interessanti sono le evidenze che hanno messo in relazione l’esercizio fisico di resistenza con il miglioramento della capacità dei muscoli di smaltire i radicali liberi, proprio potenziando la funzionalità dei mitocondri. Ad esempio, uno studio ha rilevato che persone che svolgevano attività fisica regolare avevano una densità media del volume mitocondriale superiore, di circa il 50%, a quello di soggetti sedentari. Un altro effetto positivo determinato dall’esercizio fisico è l’aumento delle fibre muscolari di tipo II delle cellule muscolari, che sono quelle che conferiscono al muscolo una maggiore efficienza di contrazione. Gli autori hanno incluso nell’articolo anche indicazioni su come dovrebbe essere pianificata l’attività fisica negli anziani, per ottenere i massimi miglioramenti della funzione muscolare.

Questa revisione della letteratura ha portato argomenti molto solidi a supporto dell’utilità dell’esercizio fisico nel mantenimento della salute negli anziani. L’attività non rende solo “allenati” i muscoli, ma incide profondamente suIla loro struttura, rendendoli più efficienti. Questo dovrebbe motivare le persone avanti in età a svolgere un’attività regolare.   

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