Chi usa i dispositivi riscaldatori di tabacco e come?

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Chi usa i dispositivi riscaldatori di tabacco e come?

Uno studio internazionale ha valutato le modalità di impiego dei dispositivi riscaldatori di tabacco e ha definito le caratteristiche degli utilizzatori di tali dispositivi. I dispositivi riscaldatori di tabacco vengono impiegati da persone giovani, con buone disponibilità economiche, che quasi sempre fumano anche normali sigarette, pur dichiarando di voler smettere.

L’introduzione dei  dispositivi riscaldatori di tabacco ha diversificato il mercato globale dei prodotti da fumo ma, secondo Miller e colleghi, sono state poco studiate le caratteristiche dei loro utilizzatori. Per questo, hanno eseguito uno studio mirato a definire le caratteristiche socio-demografiche, le percezioni relative alla nicotina e i comportamenti di soggetti adulti fumatori di quattro diversi Paesi, che utilizzavano i dispositivi riscaldatori di tabacco, le sigarette elettroniche, le sigarette normali e altri prodotti da fumo come sigari e pipe. Sono stati valutati 11.421 fumatori di Canada, Inghilterra, Stati Uniti e Australia. In particolare sono stati caratterizzati 441 utilizzatori di dispositivi riscaldatori di tabacco e, con specifici metodi statistici, sono stati valutati diversi aspetti del loro uso. Confrontando le persone che utilizzavano i dispositivi riscaldatori di tabacco con quelli che non li usavano si è rilevato che i primi erano più giovani (età media 31.0 rispetto a 44.4 anni; p<0.001) e avevano un livello socio-economico più alto (p<0.001). La maggioranza di chi usava i dispositivi riscaldatori di tabacco lo faceva con frequenza non giornaliera: impiego giornaliero 40.3% e non giornaliero 59.7%. Un altro riscontro interessante è quello che ha indicato che la grandissima parte (90.5%) degli utilizzatori di dispositivi riscaldatori di tabacco, fumava anche le sigarette normali. Inoltre, le persone che usavano sigarette, dispositivi riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche, nel 36.2% dei casi li impiegavano tutti e tre giornalmente. Si è anche osservato che, all’impiego dei dispositivi riscaldatori di tabacco, si può associare: l’uso di altri prodotti basati sulla combustione del tabacco, come sigari, sigarilli, pipe e narghilè, o il fumo della cannabis o anche il consumo compulsivo di bevande alcoliche. L’impiego dei dispositivi riscaldatori di tabacco era più diffuso fra fumatori che dichiaravano di voler smettere di fumare nei sei mesi successivi, o in quelli che avevano tentato di farlo nei diciotto mesi precedenti, oppure tra quelli che avevano sperimentato effetti indesiderati delle sigarette elettroniche. Pochi studi hanno valutato le caratteristiche dei primi utilizzatori di dispositivi riscaldatori di tabacco. Secondo i risultati dello studio di Miller e colleghi il profilo dei soggetti che impiegano questi dispositivi in quattro Paesi occidentali ad alto reddito rispecchia quelli rilevati in Paesi dell’Estremo Oriente, come Corea del Sud e Giappone, dove i dispositivi riscaldatori di tabacco sono molto popolari. Interessante il rilievo secondo il quale le persone analizzate hanno riferito che, oltre a usare dispositivi riscaldatori di tabacco, fumano anche sigari e pipa, ma che, in una discreta percentuale, hanno dichiarato l’intenzione di smettere di fumare. Tali riscontri suggeriscono la necessità di eseguire studi prospettici, che valutino l’andamento nel tempo dell’uso di questi dispositivi, i potenziali rischi connessi al loro impiego e la reale quota di persone che riescono a smettere di fumare. Queste informazioni, a loro volta, serviranno a regolamentare l’impiego dei dispositivi riscaldatori di tabacco.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i soggetti che usano i dispositivi riscaldatori di tabacco sono più giovani e benestanti. Di solito, oltre a impiegare dispositivi riscaldatori di tabacco, fumano anche altri prodotti contenenti nicotina e, se fumano sigarette, a volte manifestano il  proposito di smettere di fumare.                             

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