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La diffusione dell’uso dei cosmetici nei maschi aumenta la frequenza di dermatiti del volto

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La diffusione dell’uso dei cosmetici nei maschi aumenta la frequenza di dermatiti del volto

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato la frequenza delle dermatiti del volto nei maschi, tra i quali si va sempre più diffondendo l’uso dei cosmetici. I risultati hanno indicato che la prevalenza del problema è in aumento e hanno definito gli allergeni più comuni.

Le dermatiti del volto nel sesso femminile sono un problema messo in relazione da sempre con l’uso dei cosmetici. Di recente, si è andato diffondendo sempre più l’impiego di questi prodotti anche nel sesso maschile e ciò può determinare importanti conseguenze riguardo alla prevalenza di tali patologie nei due sessi. Warshw e colleghi hanno analizzato, in maniera retrospettiva, i dati di un archivio del Gruppo Nordamericano delle Dermatiti da Contatto, che include 50.507 soggetti sottoposti a patch-test da dermatologi esperti in Centri diversi. La raccolta dei dati è durata 22 anni, dal 1994 al 2016. La dermatite del volto è stata definita in base alla localizzazione dei segni tipici della malattia a occhi, palpebre, labbra, naso o altre parti non specificate del volto. A partire dai dati analizzati, sono state confrontate varie caratteristiche, da quelle demografiche a quelle relative agli allergeni, in due gruppi di soggetti di sesso maschile che, rispettivamente, avevano o non avevano una dermatite del volto. Altri aspetti valutati nello studio sono stati: la causa della dermatite da contatto allergica e l’eventuale attività lavorativa che avesse esposto al contatto con cosmetici. Nel gruppo con dermatite del volto, sono stati inclusi 1332 soggetti (8%) e le persone senza dermatite da contatto estratte dall’archivio di dati sono state 13.732 (82%). Tutti i casi considerati si riferivano a soggetti di sesso maschile. L’età media dei partecipanti è stata di 47.0±17.2 anni nel gruppo con dermatite da contatto e 50.0±17.6 anni nel gruppo senza e la differenza è stata statisticamente significativa (p<0.001). La sede più spesso indicata come localizzazione della dermatite è stata, in 817 soggetti (48.9%), “parte del viso non meglio specificata”. A seguire ci sono state: palpebre (392 casi; 23.5%) e labbra (210 casi; 12.6%). Inoltre, sempre i soggetti con dermatite da contatto erano meno spesso bianchi (rischio relativo 0.92; intervallo di confidenza al 95% - 0.90-0.95) e più raramente avevano malattie della pelle dovute al lavoro (rischio relativo 0.49; intervallo di confidenza al 95% -0.42-0.58; p<0.001). Gli allergeni che sono stati posti in relazione più frequentemente con reazioni allergiche rilevanti, nelle persone con dermatite da contatto, sono stati: metilisotiazolinone (n=113; 9.9%), miscela di profumi (n=27; 8.5%) e balsamo del Perù (n=90; 6.8%). Rispetto ai soggetti che non avevano dermatite da contatto, quelli che la presentavano erano più spesso reattivi alla parafenilenediamina (rischio relativo 1.43; intervallo di confidenza al 95% - 1-2.04; p<0.001). Complessivamente, il 60.5% degli allergeni riportati nell’archivio di dati analizzato derivava da prodotti cosmetici. Nonostante molti allergeni fossero simili in ambedue i gruppi, nelle persone con dermatite da contatto si è rilevata una maggiore probabilità di reagire alla dimetilaminopropilamina e alla parafenilenediamina, probabilmente per un impiego maggiore di prodotti per la cura dei capelli.

Nelle conclusioni, gli autori hanno sottolineato che i risultati del loro studio forniscono evidenze a supporto dei rischi relativi alla diffusione sempre maggiore dell’uso dei cosmetici da parte dei maschi. I dati raccolti dovrebbero suggerire ai medici di individuare più facilmente i soggetti con dermatite da contatto nei quali ricercare, con il patch-test, eventuali allergeni.                

Tommaso Sacco

Fonte: Facial Dermatitis in Male Patients Referred for Patch Testing: Retrospective Analysis of North American Contact Dermatitis Group Data, 1994 to 2016; JAMA Dermatology, 2019 Nov 27           

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