Dieta e fertilità maschile: quali alimenti preferire?

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Dieta e fertilità maschile: quali alimenti preferire?

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La qualità del liquido seminale nella popolazione maschile ha riportato un sostanziale decremento negli ultimi decenni. Secondo uno studio recente, il numero di spermatozoi nel liquido seminale si è ridotto in media del 50-60% dal 1973 al 2011 nei Paesi occidentali [1]. Un numero sempre crescente di evidenze scientifiche dimostra a tal proposito una chiara responsabilità dei fattori ambientali, con particolare riguardo ai contaminanti chimici e ad alcuni stili di vita quali il fumo e l’abuso di alcol. Tra gli stili di vita rilevanti per la fertilità, le abitudini alimentari rivestono un ruolo primario, in quanto potenzialmente responsabili di un peggioramento significativo della capacità fecondativa maschile. A conferma di questo dato, vanno considerati i sostanziali cambiamenti dei regimi alimentari registrati negli ultimi 50 anni nei Paesi occidentali, con una tendenza a un incrementato apporto calorico e a un aumentato consumo di carni, formaggi, grassi, amidi e zuccheri raffinati.

Il rapporto fra alimentazione e fertilità merita adeguata considerazione, e tutte le coppie che desiderano procreare dovrebbero ricevere informazioni chiare e documentate sull’argomento. Una serie di dati scientifici rilevanti riguarda gli effetti del consumo di carni rosse sulla fertilità maschile ed evidenzia effetti negativi in caso di consumo frequente, soprattutto quando si tratti di carni processate (salumi e insaccati) [2]. Le cause principali di tali effetti negativi risiedono nell’elevato tenore in grassi saturi e nella presenza di conservanti e soprattutto di sostanze ad attività ormonale, in grado di alterare il normale equilibrio endocrino responsabile della produzione degli spermatozoi. Una correlazione positiva è stata invece rilevata fra fertilità maschile e consumo di pesce. Tali effetti benefici potrebbero derivare dalle alte concentrazioni di acidi grassi polinsaturi a catena lunga presenti nel pesce, e in particolare nel pesce azzurro. In effetti queste molecole fanno parte integrante della struttura dello spermatozoo, e in particolare della membrana che ne riveste la testa. L’integrità di questa membrana è essenziale nel processo di fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo, e questo spiega come un adeguato apporto di pesce possa contribuire a migliorare la capacità fecondativa maschile. Anche il consumo regolare di frutta fresca e verdura sembra incidere significativamente sulla fertilità maschile, in particolare per l’apporto di antiossidanti quali le vitamine C ed E a esso correlato. Gli antiossidanti sono fattori chimici di varia natura in grado di neutralizzare i radicali ossidativi presenti nel nostro organismo, responsabili, nel caso specifico del liquido seminale, di un danneggiamento strutturale degli spermatozoi che può comprometterne la capacità di muoversi e di fecondare l’ovulo, o addirittura modificare il patrimonio genetico della cellula. Per queste ragioni, nel momento in cui la prescrizione di integratori alimentari a base di fattori antiossidanti è ormai entrata a pieno titolo nel bagaglio terapeutico per l’infertilità maschile, sarebbe altrettanto utile informare le coppie sull’utilità di un adeguato apporto alimentare di frutta fresca e verdura.

Va infine ricordato come la semplice riduzione dell’apporto calorico associata a un regolare esercizio fisico costituisca nel paziente sovrappeso una misura molto utile per il miglioramento della fertilità. L’obesità è infatti uno dei principali nemici della fertilità maschile, per diversi motivi. Basterà ricordare come il grasso corporeo sia in grado di produrre un enzima, la aromatasi, che trasforma l’ormone maschile, cioè il testosterone, in estrogeno, che è un ormone femminile. Un eccesso di tessuto adiposo sarà dunque in grado di alterare sfavorevolmente l’equilibrio ormonale maschile necessario per una corretta produzione spermatica. Ma va anche ricordato che l’aumento di temperatura a cui sono sottoposti i testicoli nell’uomo obeso è di per sé un elemento sfavorevole ai fini di una buona funzione riproduttiva.

Appare dunque evidente che un sano ed equilibrato regime alimentare deve essere parte integrante, insieme alle eventuali cure farmacologiche e chirurgiche, di una strategia complessiva di cura per l’infertilità maschile, non dimenticando mai che qualsiasi terapia prescritta dal medico deve essere sempre accompagnata da un sostanziale miglioramento degli stili di vita.

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Bibliografia

  1. Levine H, Jørgensen N, Martino-Andrade A, et al. Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis. Hum Reprod Update 2017;23(6):646-59.
  2. Giahi L, Mohammadmoradi S, Javidan A, et al. Nutritional modifications in male infertility: a systematic review covering 2 decades. Nutr Rev 2016;74(2):118-30.

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