Diagnosticare la dermatite atopica con il patch test

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Fondazione Serono
Diagnosticare la dermatite atopica con il patch test

Il patch test, ossia la prova del cerotto, è un metodo appropriato per identificare la sensibilizzazione allergica verso gli acari della polvere nei soggetti con dermatite atopica e dovrebbe essere utilizzato, in parallelo al prick test, per la diagnosi di questa allergia.

A questa conclusione è giunta una metanalisi relativa a 10 studi, condotti su un totale di 669, tra bambini e adulti, nei quali è stata confrontata l’accuratezza dei due tipi di esami nel definire la presenza di allergie.

La dermatite atopica, una infiammazione della pelle causata da allergie, può svilupparsi anche in seguito al contatto con allergeni presenti nell’aria, come gli acari della polvere, i pollini e la forfora degli animali domestici. Le persone con dermatite atopica hanno un’ipersensibilità agli allergeni.

Il prick test è il metodo preferito per identificare gli allergeni nei soggetti con la forma di ipersensibilità definita immediata, che è conseguente alla produzione di IgE dirette contro l’allergene. Questo esame, tuttavia, non è in grado di identificare gli allergeni responsabili di reazioni da ipersensibilità definita ritardata, sostenute da altri meccanismi. Da qui l’importanza di valutare l’efficacia del patch test, rispetto al prick test, nel rilevare le allergie.

Nell’analisi dei 10 studi, la sensibilità del patch test, rispetto all’esame di riferimento, era di 0,54 (Intervallo di Confidenza al 95%: 0,42-0,66) e la sua specificità era 0,72 (IC al 95%: 0,56-0,85). Il rapporto di probabilità positivo, cioè il rapporto tra la sensibilità del test e la probabilità che esso produca risultati falsamente positivi, era di 1,97 (IC al 95%: 1,20-3,2) e il rapporto di probabilità negativo, vale a dire il rapporto tra la probabilità che il test produca risultati falsamente negativi e la sua specificità, era di 0,63 (IC al 95%: 0,48-0,83). Il rapporto delle probabilità, indice dell’efficacia dei due esami, che tiene conto anche delle diversità tra gli studi esaminati, era di 3,12 (IC al 95% 1,53-6,39).

Date le molte differenze fra gli studi analizzati, gli autori dell’analisi hanno auspicato, per il futuro, maggiore uniformità di esecuzione del patch test, ma anche, in una prospettiva di ottimizzazione, il confronto del valore diagnostico di reazioni verso estratti dello stesso allergene ottenuti con modalità diverse.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Comparison of atopy patch testing to skin prick testing for diagnosing mite‑induced atopic dermatitis: a systematic review and meta-analysis; Clinical and Transitional Allergy, 2017;7:41. 

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