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Consumo di alcol e droghe durante l’isolamento per l’epidemia da COVID-19

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Consumo di alcol e droghe durante l’isolamento per l’epidemia da COVID-19

Uno studio eseguito in Italia ha valutato le modificazioni dei consumi di alcol e di droghe durante il periodo di isolamento imposto per contrastare l’epidemia da COVID-19. I risultati hanno indicato che ci sono stati cambiamenti evidenti, con una tendenza a passare all’uso di sostanze più facili da procurare.

Nell’introduzione dell’articolo gli autori hanno ricordato le iniziative messe in atto dal Governo italiano, a partire dal 10 marzo 2020, per contrastare la diffusione dell’epidemia da COVID-19. In tale ambito, sono state imposte misure che hanno ristretto sempre di più i contatti e le attività sociali, fino all’isolamento in casa in tutte le Regioni d’Italia. Gili e colleghi hanno fatto riferimento anche ai problemi mentali diffusi, profondi e prolungati che tali misure possono avere determinato. Sollecitazioni psicologiche e stress sono stati all’origine di ansia, irritabilità, difficoltà nel concentrarsi e nel prendere decisioni. Nelle persone sottoposte a quarantena sono stati segnalati anche sintomi depressivi e insonnia. A tutto questo si può aggiungere un peggioramento delle disponibilità economiche che ha contribuito ad acuire i problemi appena descritti. Queste criticità, secondo gli autori, hanno aumentato il rischio di ricorrere all’alcol e alle droghe, sia da parte di persone che già le consumavano abitualmente, sia da parte di soggetti a rischio di farne uso. A questo proposito, viene citata una ricerca eseguita nel marzo del 2020 negli Stati Uniti, che ha rilevato un aumento del 240% delle vendite in rete di alcol. Gli incrementi sono stati del 75% per i liquori, del 66% per il vino e del 42% per la birra. Purtroppo, però, sono mancati studi che abbiano valutato le modificazioni del consumo di alcol e droghe, specificatamente a seguito dei condizionamenti imposti per contrastare l’epidemia da COVID-19. Gili e colleghi hanno eseguito una ricerca per verificare l’uso di alcol e di droghe in 30 persone che avevano una storia dl consumo di tali sostanze. Come esame di laboratorio è stata impiegata l’analisi del capello, che è in grado di rilevare il consumo di varie droghe e psicofarmaci, nonché dell’alcol. I controlli sono stati eseguiti prima, durante e dopo il confinamento a casa della primavera del 2020. I risultati hanno indicato che il consumo di eroina si è ridotto in maniera statisticamente significativa dal 26.7-30% prima del confinamento al 10% durante (p<0.01), per poi aumentare di nuovo significativamente (p=0.01) fino a un 33% dopo la fine del confinamento, tornando a livelli simili a quelli osservati prima dello stesso.  Per l’ectasy e per la cannabis si è rilevato un andamento del consumo simile a quello dell’eroina, mentre per l’alcol e per le benzodiazepine se ne è osservato uno opposto. Infatti, il consumo di questi ultimi è aumentato durante l’isolamento.               

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che il loro studio ha dimostrato, durante il confinamento dovuto al COVID-19, modificazioni dell’uso delle sostanze che provocano abuso e dipendenza. Tali cambiamenti di abitudini sono stati attribuiti alla maggiore facilità nel procurarsi alcune sostanze rispetto ad altre.

Tommaso Sacco

Fonte: Changes in Drug Use Patterns during the COVID-19 Pandemic in Italy: Monitoring a Vulnerable Group by Hair Analysis; International Journal of Environmental Research and Public Health 2021, 18, 1967.

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