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Bulimia nervosa: sintomi, cause e cura

Parere degli esperti |time pubblicato il
Bulimia nervosa: sintomi, cause e cura

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’eccessiva assunzione di cibo, definito come abbuffate, seguite da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita con metodi quali il vomito autoindotto o l’uso di lassativi. Questa patologia è difficile da riconoscere in quanto spesso le persone affette presentano un peso corporeo nella norma.

Che cos’è la bulimia nervosa?

Secondo il DSM-5 per parlare di bulimia nervosa devono essere presenti i seguenti criteri diagnostici:

  • Le abbuffate ricorrenti, che consistono nel mangiare per un determinato periodo di tempo quantità di cibo superiore rispetto alla norma. Ovvero un consumo di grandi quantità di cibo indipendentemente dalla percezione di fame e con la sensazione di perdita di controllo. Quando parliamo di “grandi quantità di cibo” facciamo riferimento a una quantità di cibo ingerita sensibilmente superiore a quella che normalmente una persona assume durante un pasto. Per “discreto lasso di tempo” si intende un periodo non superiore alle 2 ore.
  • L’individuo ha la sensazione di perdere il controllo durante l’abbuffata: la perdita del controllo è caratterizzata dall’incapacità di astenersi dal mangiare o dall’impossibilità a fermarsi una volta iniziato.
  • La presenza di condotte di compenso (o atti compensatori), finalizzate a neutralizzare gli effetti delle abbuffate, come il vomito autoindotto (che è il comportamento di compenso più frequentemente utilizzato), l’assunzione impropria di lassativi e diuretici o la pratica eccessiva di esercizio fisico. Le “condotte di compenso” sono comportamenti disfunzionali che hanno come finalità il controllo del peso corporeo. L’eccessiva preoccupazione per il peso infatti, così come le sensazioni negative avvertite dopo l’abbuffata, portano a cercare di eliminare il cibo appena ingerito o le calorie introdotte. Come detto, per chi soffre di bulimia nervosa le principali condotte di compenso sono il vomito-autoindotto, l’abuso di lassativi e diuretici e l’iperattività, tutti comportamenti sintomatici scatenati dall’abbuffata. In alcuni casi comunque, soprattutto in pazienti molto gravi, episodi di vomito auto-indotto sono pianificati e ricercati.
  • Una continua ed estrema preoccupazione per il peso e le forme corporee.
  • Le abbuffate sono vissute in genere con estrema vergogna e disagio; spesso sono associate a momenti di solitudine, di stress, di sensazione psicologica di vuoto o di noia, e il cibo viene rapidamente ingerito in maniera scomposta, incoerente ed eccessiva.
  • Le abbuffate e gli atti compensatori devono verificarsi in media una volta alla settimana per tre mesi.

La bulimia è, come molti dei disturbi del comportamento alimentare, un problema che riguarda principalmente le donne, anche se negli ultimi anni sono in aumento gli uomini che soffrono di bulimia nervosa.

Per quanto concerne la popolazione esclusivamente femminile, la bulimia può insorgere a qualsiasi età, anche se, in genere, colpisce le donne di età compresa tra i 16 e i 40 anni.

La bulimia può interessare anche i bambini, ma si tratta di un evento estremamente raro.

I sintomi

Dopo l’abbuffata la grande quantità di cibo ingerita provoca sintomi particolarmente sgradevoli. Lo stomaco si allarga e si distende provocando un senso di eccessivo riempimento e di dolore. Inoltre la paura di ingrassare, la vergogna e il senso di colpa prendono il sopravvento portando la persona a vomitare il cibo appena ingerito. L’eliminazione del cibo attraverso il vomito provoca una riduzione del senso di malessere (l’addome non è più gonfio e così dolorante e le paure e i sensi di colpa si acquietano) che rinforza il disturbo alimentare. Il vomito, seguito da altri comportamenti sintomatici come dieta ferrea, iperattività e uso di lassativi, riacutizza il senso della fame che porta a rimettere in atto un’altra abbuffata.

Altro sintomo peculiare è la fame nervosa della bulimia nervosa. Spesso infatti la fame fisiologica viene sostituita da quella psicologica, una fame nervosa di origine psicogena, spesso legata più al tentativo di controllare le emozioni negative piuttosto che a un bisogno fisiologico reale. Questo insieme di sintomi crea un circolo vizioso (abbuffate/condotte di compenso) che si ripropone costantemente ed è l’aspetto centrale del comportamento alimentare della bulimia.

Le cause

Come per molte patologie psichiatriche, le cause della bulimia nervosa sono varie e multifattoriali.

Non esistono quindi cause certe ma predisposizioni, fattori di rischio e cause precipitanti giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo del disturbo. Tra le principali cause e fattori di rischio troviamo:

  • tendenza all’impulsività in un più generale quadro di disregolazione emotiva;
  • una storia personale di abusi o traumi;
  • cambiamenti di vita importanti: lutti, separazioni, matrimoni, cambio di lavoro;
  • problemi familiari;
  • problemi interpersonali;
  • insoddisfazione per il proprio corpo fino a un vero e proprio disturbo dell’immagine corporea;
  • scarsa autostima e autoefficacia.

Vari sono, inoltre, i fattori che mantengono sempre attivo il disturbo:

  • bassa autostima;
  • alterato rapporto con il cibo;
  • difficoltà nel riconoscere e comunicare le proprie emozioni;
  • perfezionismo clinico.

I soggetti che soffrono di bulimia nervosa possono essere sottopeso, normopeso o anche in sovrappeso. Questa caratteristica varia a seconda della frequenza delle condotte compensatorie adottate dal paziente oltre che da caratteristiche individuali e specifiche.

Conseguenze della bulimia nervosa

Le conseguenze della bulimia nervosa riguardano sia la sfera sociale e relazionale sia quella personale e più prettamente medica. La patologica attenzione al cibo, al peso corporeo e alle sue forme riduce gli interessi e le attività, alimenta scarsa autostima e altera lo sviluppo sano della personalità. Inoltre l’utilizzo del vomito autoindotto o l’abuso di lassativi e diuretici possono avere conseguenze molto gravi per l’organismo. Le principali conseguenze della bulimia nervosa sull’organismo sono:

  • costante fluttuazione del peso corporeo;
  • squilibri elettrolitici che possono portare ad aritmie cardiache, arresto cardiaco e anche alla morte;
  • vasi sanguigni rotti negli occhi;
  • ghiandole ingrossate nel collo e sotto la mascella;
  • traumi nella cavità orale, come tagli nella linea della bocca e nella gola;
  • cronica disidratazione;
  • infiammazione dell’esofago;
  • reflusso gastrico cronico dopo aver mangiato o ulcere peptiche;
  • infertilità.

Le conseguenze della bulimia nervosa sono direttamente correlate alla gravità del disturbo. Interrompere i circoli viziosi della bulimia è il primo passo per poter iniziare un percorso di trattamento ed evitare conseguenze gravi e potenzialmente letali.

Terapia

La cura della bulimia nervosa contempla sia trattamenti farmacologici sia trattamenti psicoterapeutici e riabilitativi. In generale, gli studi hanno dimostrato che i farmaci antidepressivi risultano efficaci nella cura della bulimia; in genere, infatti, è presente una flessione del tono dell’umore con depressione in comorbilità.

La cura con antidepressivi si è dimostrata efficace nel miglioramento del tono dell’umore e nella riduzione del sintomo delle abbuffate nel breve periodo. Oltre all’eventuale terapia farmacologica, di fondamentale importanza per la cura della bulimia nervosa, sono essenziali i percorsi terapeutici e riabilitativi. La cura si concentra su diversi aspetti tra cui:

  • disagi psicologici profondi e sottostanti il disturbo;
  • il riconoscimento e la distinzione della fame fisiologica da quella “psicologica” (o nervosa);
  • una migliore gestione delle proprie emozioni;
  • il ripristino di una condotta alimentare sana (eliminando così il ciclo “abbuffate/condotte di compenso”);
  • terapia familiare per comprendere quali fattori e problematiche hanno portato allo sviluppo del disturbo ripristinando una sana comunicazione in famiglia.

Dott.ssa Maria Teresa Laura Abbruzzese - Psicologa Psicoterapeuta

Bibliografia di riferimento

  • American Psychiatric Association. DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore, 2014.
  • Dalle Grave R. Terapia cognitivo comportamentale ambulatoriale dei disturbi dell'alimentazione. Verona: Positive Press. 2003.
  • Fairburn CG, Jones R, Peveler RC, et al. Psychotherapy and bulimia nervosa: longer-term effects of interpersonal psychotherapy, behavior therapy, and cognitive behavior therapy. Arch Gen Psychiatry 1993;50:419-28.
  • Fairburn CG, Cooper Z, Doll HA. Transdiagnostic cognitive behavioral therapy for patients with eating disorders: a two-site trial with 60-week follow-up. Am J Psychiatry 2009;166:311-9.
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