Binge Eating Disorder: che cos’è, diagnosi e trattamento

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Binge Eating Disorder: che cos'è, diagnosi e trattamento

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il Binge Eating Disorder (BED), o sindrome da alimentazione compulsiva, è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal consumo di ampie quantità di cibo in un breve periodo di tempo, associato a una sensazione di perdita di controllo sull’assunzione degli alimenti e a sentimenti di autodenigrazione. Queste crisi iperfagiche compulsive sono accompagnate da un forte disagio psicologico e seguite da senso di colpa e vergogna; i soggetti che ne soffrono, dunque, sono indotti a mangiare da soli o di nascosto. L’elemento caratterizzante il BED è rappresentato dall’assunzione vorace di grandi quantità di cibo. Il termine anglosassone binge eating, traducibile nell’italiano “abbuffata”, descrive una particolare modalità di alimentazione che si differenzia nettamente dagli episodi di iperalimentazione osservabili in una larga parte della popolazione, normopeso e/o in sovrappeso. L’abbuffata si distingue dall’iperalimentazione sulla base di un criterio temporale (assunzione di cibo in un tempo limitato), la sensazione soggettiva di perdita di controllo e per la spiacevole sensazione di “sentirsi pieni”, disgusto, tristezza o senso di colpa che compare subito dopo l’eccesso alimentare.

Diagnosticare il Binge Eating Disorder

Per poter diagnosticare il disturbo da alimentazione incontrollata bisogna seguire dei criteri diagnostici.

1. Ricorrenti abbuffate. Un’abbuffata è caratterizzata da:

  • mangiare in un definito periodo di tempo (ad esempio un periodo di due ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili;
  • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare che cosa e quanto si sta mangiando);

Gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti:

  • mangiare molto più rapidamente del normale;
  • mangiare fino a che non ci si sente spiacevolmente pieni;
  • mangiare una quantità di cibo notevolmente maggiore rispetto alla sensazione fisica di fame;
  • mangiare da solo poiché ci si sente in imbarazzo per come si sta mangiando, sentirsi disgustato di se stesso, depresso o in colpa dopo l’abbuffata.

2. È presente grosso disagio riguardo gli episodi di abbuffata.

3. Gli episodi di abbuffata si verificano mediamente almeno due giorni a settimana nel corso di 6 mesi. E le abbuffate non sono associate a un regolare uso dei comportamenti compensatori inappropriati (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri e il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo) e non si manifestano esclusivamente in corso di anoressia o bulimia nervosa.

Considerando i criteri diagnostici nel loro insieme, risulta evidente come i vissuti e i comportamenti associati alla perdita di controllo sul cibo rappresentino l’elemento caratterizzante della sindrome, più che la quantità di cibo assunto e, diversamente dal disturbo alimentare della bulimia nervosa, non vengono messi in atto comportamenti compensatori per controllare il peso, come vomito, abuso di lassativi, digiuno o eccessivo esercizio fisico.

A soffrire del Disturbo da Alimentazione Incontrollata sono prevalentemente le donne, anche se la percentuale di soggetti di sesso maschile, pari a circa il 40%, è superiore a quella di soggetti che soffrono di anoressia e bulimia nervosa. L’età di insorgenza è nella prima età adulta, ma può riguardare un ampio intervallo di età.

Il BED è il disturbo del comportamento alimentare più frequente: si ritiene che il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini adulti svilupperanno un disturbo del comportamento alimentare nel corso della vita. Nella popolazione obesa, composta da circa 670 milioni di persone secondo i dati dell’OMS del 2017, la frequenza di questo disturbo cresce in modo proporzionale alla gravità dell’obesità. Nel complesso si stima che soffra di disturbo da alimentazione incontrollata circa il 20% delle persone obese che ricercano un trattamento per la perdita di peso.

Quali sono gli aspetti psicologici del Binge Eating Disorder?

Il Binge Eating Disorder è caratterizzato, come già ampiamente descritto, da assunzioni di cibo massicce, disordinate, caotiche, vissute spesso in modo quasi automatico, che sono il risultato di un’idea prevalente che, immediatamente prima che si scateni l’abbuffata, assume le caratteristiche di un’ossessione. Per comprendere come si mantenga il circolo vizioso, emozione negativa/abbuffata/demoralizzazione, è importante tenere presente i fattori psicologici predisponenti.

Tra questi un ruolo di primo piano è giocato dagli eventi vissuti come ansiogeni, dolorosi o di perdita. Infatti, spesso viene riscontrata una comorbilità con i disturbi di ansia e disturbi depressivi. Se per l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa il tema dominante è il controllo, nei pazienti con BED prevale il senso di inadeguatezza e di impotenza. Un tratto largamente diffuso tra i pazienti con BED è la bassa autostima, con tendenza all’umore depresso. Un altro aspetto importante è la vergogna che può essere ricondotta ai ripetuti fallimenti dietetici, al disgusto per le proprie abitudini alimentari e verso se stessi e i propri comportamenti; la vergogna si accompagna peraltro a un’assunzione di cibo solitaria, che tende a esasperare i vissuti negativi.

Inoltre il paziente che soffre di disturbo da alimentazione incontrollata corre il rischio di sviluppare nel tempo anche le complicanze dell’obesità, tra le quali ricordiamo:

  • malattie cardiovascolari;
  • apnee del sonno;
  • neoplasie maligne;
  • diabete.

Trattamento del Binge Eating Disorder

Il Binge Eating Disorder è un disturbo complesso sia da un punto di vista psicologico sia da un punto di vista organico. Per assicurare al paziente il raggiungimento di una guarigione efficace e duratura nel tempo, è importante prevedere un approccio multidisciplinare, basato su un trattamento efficace sia per gestire i disturbi organici e definire un piano alimentare adeguato per la perdita di peso sia per correggere i modelli mentali e comportamentali tipici del disturbo.

L’approccio psicoterapico è necessario per ridefinire il proprio rapporto con il cibo e sviluppare strategie di coping efficaci per reagire in modo favorevole a stimoli negativi che rappresentano il fattore scatenante delle abbuffate.

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Bibliografia di riferimento

  • Alleri P, Ruocco R. Il “peso” delle emozioni. Conoscere, affrontare e vincere l’obesità. Franco Angeli Editore, 2009.
  • Faiburn La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Erikson, 2018.
  • Pacini M. Dipendenza da cibo. Comprendere le origini dei disturbi alimentari a partire dalla biologia dell’appetito. Caravaggio Editore, 2017.

 

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