Andamento del binge drinking negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2018

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Andamento del binge drinking negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2018

È stato pubblicato un articolo che riporta i risultati di una indagine fatta negli Stati Uniti per valutare la diffusione del binge drinking negli adulti di mezza età. I risultati hanno indicato che la diffusione di tale abitudine è aumentata in generale e che c’è stato un particolare incremento nelle donne ai più alti livelli di carriera.

Il binge drinking consiste nell’abitudine di bere alcolici fino a ubriacarsi, da parte di chi non è alcolista, cioè non è un consumatore costante di tali bevande. Chi ha questa abitudine cerca nella “sbronza” quello stordimento e quella liberazione dalle proprie barriere psicologiche, che amplifica la socialità. Infatti, il binge drinking è frequente tra chi partecipa a feste e ad altre occasioni sociali di gruppo. Negli ultimi anni è cresciuta sempre di più la diffusione di questa abitudine tra adolescenti e giovani, ma essa è presente anche nelle fasce di età più avanzate. McKetta e colleghi, nell’introduzione del loro articolo, hanno segnalato che il binge drinking è raddoppiato, dal 2006 al 2018, fra le donne americane di età compresa fra 30 e 49 anni. Inoltre, i dati disponibili hanno indicato che il tipo di lavoro influenza l’abitudine a bere e che, tra i fattori che condizionano quest’ultima, ci sono il livello della carriera del soggetto e le caratteristiche della struttura presso la quale egli lavora. Si sono quindi analizzati gli andamenti del binge drinking, tra gli adulti inseriti nella forza lavoro e di età compresa fra 30 e 49 anni, che avevano partecipato alle indagini dell’intervista sulla salute nazionale 2006-2018 (2006-2018 National Health Interview Surveys). Sono stati valutati i dati di 108.981 persone, facendo riferimento a: lavoro, prestigio dell’attività, inserimento nell’organigramma dell’azienda e sesso. Sono state stimate le probabilità annuali del verificarsi del binge drinking, con un metodo statistico che ha tenuto conto anche di caratteristiche sociali e demografiche, dell’abitudine al fumo e della presenza di un’eventuale disabilità. Nel 2018 il binge drinking è stato riferito dal 30% delle femmine e dal 43% dei maschi. Esso era aumentato, anno per anno, dal 2006 al 2018 (rapporto di probabilità: 1.08 nelle femmine e 1.03 nei maschi). Impiego, livello di carriera e posizione nell’organigramma hanno influenzato la probabilità di avere l’abitudine. Ad esempio, le femmine con un livello di carriera più alto hanno avuto un rapporto di probabilità maggiore di avere binge drinking, in confronto a quelle con un livello più basso, rispettivamente 1.10 (intervallo di confidenza al 95% 1.09-1.12) e 1.05 (intervallo di confidenza al 95% 1.04-1.06). Nei maschi con alti livelli di carriera il rapporto di probabilità è stato più basso: 1.04 (intervallo di confidenza al 95% 1.03-1.05), rispetto a quello delle donne con alti livelli di carriera. Insomma, il maggior livello di incremento di binge drinking c’è stato per le donne che avevano più autorità, più autonomia e più competenza.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, sebbene la diffusione del binge drinking sia aumentata in tutti i sottogruppi della forza lavoro tra gli adulti di età compresa fra 30 e 49 anni, l’incremento maggiore si è registrato tra le donne con i più alti livelli di carriera.                             

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