Benessere psicologico: incontro tra mente e corpo

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Benessere psicologico: incontro tra mente e corpo

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La salute non è solo assenza di malattia, ma anche miglioramento dello stato fisico, mentale e sociale. Il benessere psicologico è quindi un costrutto che include diverse dimensioni: psichiche, fisiche e sociali; non si tratta di scoprire quale sia più importante, ma come operano sinergicamente.

Che cosa intendiamo quando diciamo che “ci sentiamo bene?” Da dove nasce la sensazione di salute?

La percezione di noi stessi (a tutti i livelli) varia da momento a momento ed è un processo estremamente complesso che dipende da presupposti biologici, dallo sviluppo, dall’esperienza, da fattori di natura storica e da influenze culturali. È sufficiente un’alterazione del nostro benessere per spostare la percezione di noi stessi su uno dei livelli. Nello stesso tempo, tutte le nostre dimensioni continuano a essere presenti sia in salute sia in malattia. Non è sufficiente “stare bene” solo mentalmente, anche se in certi momenti un corpo silente può far pensare che sia tutto a posto e, allo stesso modo, non è concepibile uno stato di benessere solo corporeo, non accompagnato da una salute psichica.

Seguendo un’ottica evolutiva e quindi di benessere psicofisico, ognuno di noi dovrebbe promuovere e attuare lo sviluppo e l’integrazione di tutti gli aspetti della vita umana.

L’essere umano nella sua totalità può essere paragonato a un caleidoscopio: quando guardiamo all’interno del caleidoscopio osserviamo un insieme di forme, di grandezza e colori diversi, che, nel loro complesso, formano un’armonia che dà la sensazione di bellezza, dovuta all’armonia dell’insieme, che non muta al ruotare del caleidoscopio. Cosa succederebbe se una delle forme che lo compongono venisse meno? Noi esseri umani siamo un’unità di elementi molteplici e complessi in continuo cambiamento, a tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale; padroneggiare il proprio benessere psicofisico significa raggiungere quell’armonia che si percepisce guardando all’interno di un caleidoscopio.

Che cos’è il benessere psicologico?

La psicologia è spesso associata all’idea che qualcuno stia attraversando un momento di difficoltà, ma questa disciplina da diversi anni si occupa anche di benessere psicologico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in evidenza da tempo una concezione di salute che non sia solo assenza di malattia, ma che preveda strategie per il mantenimento o miglioramento dello stato fisico, mentale e sociale. Un aspetto importante da considerare per il mantenimento del benessere psicologico di un individuo è l’attività fisica: essa aumenta la consapevolezza e una visione positiva di Sé che a sua volta incrementa la probabilità di perseguire uno stile di vita basato su prevenzione e movimento.

Il corpo umano è stato progettato per assolvere a diverse funzioni fondamentali per la sopravvivenza: il movimento è uno di questi. Il movimento è un’attività che ci permette di recuperare dei benefici importanti:

  • maggiore ossigenazione e aumento della capacità polmonare;
  • miglioramento della funzionalità capillare nelle zone periferiche del corpo;
  • migliore forma fisica;
  • rilassamento e diminuzione dello stato di stress;
  • miglioramento del sistema di termoregolazione.

Il modello di benessere psicologico di Carol Ryff

Una delle prospettive di maggior successo per definire il benessere psicologico è quella di Carol Ryff che ha elaborato una descrizione ampia del benessere evidenziando gli strumenti di misurazione.

Carol Ryff della University of Wisconsin-Madison (USA) ha pubblicato sulla rivista Psychoterapy and Psychosomatics una revisione molto interessante della vasta letteratura sul benessere psicologico; secondo la ricercatrice, esso ha una natura molto articolata, è il risultato dell’interazione di almeno sei fattori: autonomia, padronanza ambientale, crescita personale, relazioni positive con gli altri, scopo nella vita e autoaccettazione.

  1. Autonomia: è molto importante riuscire a sviluppare una propria autonomia di pensiero e di azione, rimanendo coerenti e non eccessivamente preoccupati delle aspettative e delle valutazioni degli altri, regolando così il comportamento dall’interno.
  2. Padronanza ambientale: per il benessere personale è fondamentale saper gestire al meglio le dinamiche quotidiane, sviluppando un atteggiamento di sicurezza nei confronti del contesto e sapendo cogliere le opportunità che si presentano.
  3. Crescita personale: la sensazione di crescita continua è insostituibile; l’apertura a nuove esperienze e il desiderio di realizzare il proprio potenziale è fonte di benessere.
  4. Relazioni positive con gli altri: stare bene con se stessi ma anche con gli altri, creando legami stabili e gratificanti di tipo sentimentale ma anche amicale è di primaria importanza per il benessere soggettivo.
  5. Scopo nella vita: la persona che vive una condizione di benessere personale si pone dei traguardi e delle mete e, grazie alle convinzioni personali, è in grado di attribuire un senso alla vita passata e presente.
  6. Autoaccettazione: il fattore implica il possesso di un atteggiamento positivo nei confronti di se stessi; c’è consapevolezza delle proprie qualità positive ma anche negative e il pensiero della vita trascorsa suscita sentimenti positivi.

È importante conoscere e individuare i fattori costitutivi del benessere psicologico non solo sul piano concettuale, ma anche su quello operativo, nel senso che essi possono essere considerati le linee guida di un possibile intervento per rendere l’esperienza di vita di ognuno più positiva e gratificante.

Mente e corpo: un equilibrio importante

Il nostro corpo ci parla: molti sono i disagi fisici che avvertiamo nell’ambito della nostra vita quotidiana.

Ma come rispondiamo alle sue richieste di aiuto? La prima idea è quella di approfondire con esami prescritti dal medico, cerchiamo di capire che cosa fare e dopo varie visite mediche iniziamo eventuali terapie. Spesso però i sintomi o la sensazione di disagio che avvertiamo non scompaiono e ci rendiamo conto che il disagio è più profondo ed è importante capire di cosa si tratta.

Ma quante volte ci fermiamo e ci chiediamo se siamo felici, quali emozioni viviamo, se siamo soddisfatti del nostro lavoro, della nostra famiglia e di ciò che abbiamo costruito? Quasi mai, e invece è importante fermarsi e guardarsi dentro per capire se c’è qualcosa che non va.

Cercare una soluzione in solitudine spesso risulta difficile, ci viene spontaneo, quindi, condividere i nostri stati d’animo con familiari o amici intimi, ma a volte sono essi stessi coinvolti nelle nostre dinamiche e, perciò, non riescono a valutare la situazione analizzandola da varie angolazioni oggettivandone i contenuti, mantenendo quel giusto distacco chiamato “empatia”.

Che cosa sarebbe opportuno fare? Sarebbe opportuno rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta che rappresenti in primo luogo una persona “neutra”, che si trovi al di fuori di qualsiasi nostra situazione sia essa lavorativa, familiare o sociale e che sia in secondo luogo dotato di empatia, cioè quella qualità che ci permette di metterci “nei panni” dell’altro senza, però, farci coinvolgere dalle sue dinamiche ed emozioni. Lo psicoterapeuta offrirà ascolto e comprensione analizzando nel profondo dell’individuo cosa realmente sta accadendo dentro di sé.

Ogni individuo con l’aiuto dello psicologo troverà risorse positive in se stesso per affrontare con coraggio e determinazione ogni tipo di cambiamento che in un primo momento risulterà difficile e faticoso, ma poi con il trascorrere del tempo porterà a uno stato benessere psicofisico.

Psiche e soma coesistono in un continuo e inarrestabile rapporto di reciprocità: la mente influenza il corpo e il corpo influenza la mente, se ci si prende cura della mente, il corpo ne avrà giovamento e viceversa. Considerando l’essere umano nella sua totalità, emerge un funzionamento psico-emozionale dal quale si può evincere come un forte disagio psicologico possa influire sull’equilibrio fisiologico dell’individuo favorendo anche la comparsa di sintomi fisici; infatti, i sintomi psicosomatici, se trascurati, possono portare con il trascorrere del tempo a modificazioni a livello corporeo con la conseguente comparsa di patologie.

Perché quindi non agire sulla prevenzione, ascoltando realmente i segnali che il nostro corpo ci trasmette? Il nostro corpo ci parla impariamo ad ascoltarlo.

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Bibliografia di riferimento

  • De Piccoli N. Salute e qualità della vita nella società del benessere. Prospettive interdisciplinari. Carocci Editori, 2014.
  • Ryff CD. Happiness is everything, or is it? Explorations on the meaning of psychological well-being. J Pers Soc Psychol 1989;57:1069-81.
  • Ryff CD. Psychological well-being in adult life. Psychol Sci 1995;4:99-104.
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