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Autoiniettori per la terapia dell’anafilassi: quale dose di adrenalina?

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Autoiniettori per la terapia dell’anafilassi: quale dose di adrenalina?

La Società Francese di Allergologia ha pubblicato un articolo nel quale si fa il punto sulle dosi di adrenalina più adeguate da somministrare con gli autoiniettori. Fra le conclusioni dell’articolo, c’è quella che sottolinea la necessità di mettere a disposizione, dei soggetti pediatrici a rischio di anafilassi, dispositivi contenti quantità di adrenalina commisurate al peso e con aghi più corti di quelli dei dispositivi per adulti.

Pouessel e colleghi sono partiti dalla considerazione che, nella pratica corrente, il trattamento dell’anafilassi dipende, a un primo livello, dalla somministrazione tempestiva dell’adrenalina per via intramuscolare. Gli autoiniettori permettono tale somministrazione in maniera efficace e sicura, ma con una gamma di dosi piuttosto ristretta che va da 0,15 a 0,5 mg. A tale proposito va segnalato che in Italia gli autoiniettori più diffusi hanno un intervallo di dosaggio ancora più ristretto: da 0,15 a 0,3 mg. Tutte le raccomandazioni internazionali sulla cura dell’anafilassi concordano nell’indicare una dose di 0,010 mg per kg di peso corporeo del soggetto da trattare, fino a una dose massima di 0,5 mg, nonostante non si disponga di studi sull’argomento di qualità adeguata. Per questo motivo la Società Francese di Allergologia ha chiesto a un gruppo di esperti di analizzare le informazioni relative alle dosi adatte ad affrontare l’anafilassi con gli autoiniettori. Passando in rassegna la letteratura scientifica pubblicata in questo campo, Pouessel e colleghi si sono focalizzati su alcuni aspetti particolarmente critici come, ad esempio, la gestione dell’anafilassi in bambini di peso inferiore a 7.5 kg. In teoria, in questi casi gli autoiniettori da 0,15 mg non sarebbero indicati ma, d’altra parte, mancano le alternative. Gli esperti francesi ipotizzano la fornitura di normali siringhe per iniezione intramuscolare e di fiale contenenti adrenalina, per permettere una personalizzazione della dose del farmaco. I problemi relativi proprio alla preparazione della siringa da parte di persone che non hanno familiarità con queste procedure e anche alla somministrazione vera e propria, rendono poco percorribile questa soluzione. In proposito, basti pensare che persino l’impiego degli autoiniettori, che pure permettono di automatizzare l’iniezione, è relativamente poco accettato dagli utenti. Ne consegue che l’unica possibilità sarebbe quella di mettere a punto autoiniettori con dosi più basse di adrenalina e con aghi relativamente più corti, adatti ad essere usati nella popolazione pediatrica. Nello stesso articolo si approfondiscono altri argomenti relativi alla gestione dell’anafilassi segnalando che, ad esempio, nessuna delle caratteristiche tecniche degli autoiniettori, dalla lunghezza dell’ago al diametro dello stesso, da solo è in grado di garantire l’efficacia del dispositivo. Solo la combinazione di tali caratteristiche determina l’efficacia finale e, a tale proposito, si cita un articolo comparso di recente nel quale, per uno specifico autoiniettore, si è dimostrata una corretta diffusione nel sangue dell’adrenalina somministrata.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano la necessità di eseguire studi che verifichino la validità delle raccomandazioni proposte dalle maggiori Linee Guida per il trattamento dell’anafilassi. Aggiungono che la disponibilità di autoiniettori di adrenalina da 0,5 mg è un progresso e che ulteriori avanzamenti consisteranno in modalità di somministrazione “senza ago”, come quella sublinguale.

Tommaso Sacco

Fonti: Auto-injecteurs d’adrénaline : quel dosage ? Position du groupe de travail anaphylaxie sous l’égide de la Société française d’allergologie; Revue Française d'Allergologie, Volume 58, Issue 6, October 2018, Pages 468-472

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